Siluro dal ministero per affondare il progetto airgun

La richiesta di prospezioni a mare della Nopec verso un “no” Gli avversari delle ricerche di idrocarburi pronti a fare festa

ORISTANO. Il muro di no eretto da associazioni, Comuni, parchi, aree protette a difesa del Santuario dei cetaci e della salute complessiva del mare a ovest della Sardegna sembra aver retto al tentativo di assalto delle multinazionali della ricerca petrolifera. Se le indiscrezioni diffuse nei giorni scorsi dal Gruppo di intervento giuridico troveranno conferma sembra avviato a naufragio il progetto della Tgs-Nopec che voleva realizzare delle prospezioni in u n ampio tratto di mare con il sistema dell’Airgun, alla ricerca di giacimenti di idrocarburi. «Il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione generale valutazioni ambientali - spiegano gli ambientalisti del Grig - ha recentemente inviato alla Società norvegese Tgs-Nopec Geophysical Company il preavviso di rigetto dell’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale al termine del procedimento di valutazione di impatto ambientale) relativo al progetto di indagine geofisica 2D - 3D nell'area dell’istanza di prospezione a mare “d.2 E.P.-TG”». La zona interessata è vastissima: si estende, di fronte alla costa sarda, da Bosa sin quasi alla Corsica, per 20mila chilometri quadrati.

«In poche parole - precisano gli ambientalisti -, sta per comunicargli che non potranno esser effettuate le ricerche petrolifere nel Mar di Sardegna, fra Asinara e Sinis. Se la Società energetica non riuscirà a dimostrare l'innocuità sul piano ambientale del programma di ricerche, l’esito definitivo della procedura di Via sarà negativo».

La procedura di Valutazione di impatto ambientale è in corso dal 2015. «Il progetto - ricorda il gruppo di intervento giuridico - prevede una prima fase comprendente “una campagna di indagini geofisiche per l'acquisizione di dati di tipo 2D, seguita da una successiva campagna di acquisizione di dati 3D, da svolgersi in una seconda fase”» L'ampia area di mare interessata dal progetto (quasi 21 mila chilometri quadrati) è contigua al Santuario Pelagos, il Santuario per i Mammiferi marini istituito come area marina protetta di interesse internazionale e area specialmente protetta di interesse mediterraneo.

L’attività di prospezione a mare consiste in «spari di aria compressa (Airgun) su un tracciato di migliaia di km. per un periodo di 10 settimane. I suddetti “spari” hanno una cadenza ravvicinata (uno ogni 5-15 secondi), con intensità sonora variabile fra 240 e 260 decibel, intensità superata in natura solo da terremoti ed esplosioni di vulcani sottomarini».

Il ministero dell’ambiente aveva già bocciato una precedente e analoga richiesta di prospezione a mara avanzata dalla Schlumberger Italiana.

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