Bosa, la mareggiata ha spostato un muro
Accertamenti sul litorale dopo l’ondata di maltempo: il Comune chiederà aiuto alla Regione
BOSA. Il Comune chiederà alla Regione i finanziamenti necessari per intervenire sul ripristino della sicurezza pedonale sulla litoranea Bosa Marina-Turas e nel lato Sud della spiaggia di Turas, dove il mare in tempesta ha spostato come un fuscello un grosso muro di contenimento in cemento armato ed eroso ulteriormente il tratto di arenile e costa. «Chiederò alla Guardia Costiera, appena possibile, una relazione sulle condizioni della nuova diga foranea alla foce del Temo», aggiunge il sindaco Luigi Mastino che ieri mattina, dopo l’imponente mareggiata del 6 febbraio, ha effettuato un sopralluogo insieme ad amministratori e tecnici comunali.
Le onde hanno impattato sulla costa di Bosa fin dalla notte tra il 4 ed il 5 febbraio, con mare formato da libeccio. Ma il picco, con il vento che ha poi sferzato la costa da maestrale, si è presentato puntuale verso mezzogiorno del 6 febbraio, con cavalloni imponenti che hanno messo a dura prova le strutture di protezione alla foce del Temo, nella rada di Bosa Marina e sul litorale tra la frazione balneare e Turas, fino a notte fonda.
Per le verifiche sulla mezzaluna di massi alla foce sarà quindi necessario attendere di poter disporre di un’imbarcazione. Per ora l’attenzione si è quindi accentrata sul litorale verso Turas. «La massicciata a protezione della litoranea ha svolto egregiamente il suo lavoro: la strada è rimasta sempre sicura e praticabile malgrado la forza delle onde. È chiaro però che dovremo ora intervenire sulla protezione per i pedoni, nel marciapiede infatti vige ancora un divieto di transito a piedi dal lato mare in quanto le balaustre presenti non sono adeguate», dice il sindaco.
Preoccupazione anche per la situazione del lato sud della spiaggia di Turas, dove il mare ha infierito con particolare violenza. «Probabilmente la costruzione della diga foranea alla foce del Temo ha influito sul moto ondoso, e le onde del mare in tempesta sembrano impattare in maniera diversa, più incisiva, nel tratto di spiaggia tra la vecchia scalinata e la cava dismessa» spiega ancora Mastino. Tanto che la forza delle onde e della risacca è riuscita a spostare un grosso blocco in cemento armato, un tempo contrafforte della scalinata, continuando ad erodere la stradina che porta alla cava e trasformando quel tratto di arenile in una distesa di grandi ciottoli.
«Anche qui è necessario intervenire mettendo in sicurezza l’area e soprattutto ripristinando la scalinata, chiusa dal 2010. Per questo chiederò un intervento finanziario urgente alla Regione” annuncia Luigi Mastino.
Alessandro Farina
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