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Oristano

Cormorani, più tempo per l’abbattimento

Cormorani, più tempo per l’abbattimento

La richiesta arriva dai pescatori di Cabras, Santa Giusta, Is Benas, S’Ena Arrubia e Marceddì

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ORISTANO. Recuperare il tempo perduto e prolungare di 60 giorni la campagna di contenimento dei cormorani che svernano negli stagni dell'Oristanese. È la richiesta inviata all’assessora regionale all’Ambiente, Donatella Spano dai pescatori dei compendi ittici di Cabras, Santa Giusta, Is Benas, S’Ena Arrubia e Marceddì. Secondo i pescatori, che in questa vertenza sono sostenuti da Coldiretti Oristano e UeCoop Sardegna, i due mesi di ritardo nell’avvio del Piano di contenimento e la discontinuità degli interventi hanno determinato in tutti i compendi ittici dell’Oristanese gravi danni, dei quali si pagheranno le conseguenze anche nei prossimi anni ed è necessario pianificare subito ulteriori azioni e attività di contrasto e di contenimento. All’assessora all’Ambiente, i pescatori chiedono anche l’immediato sblocco delle risorse già stanziate per gli indennizzi, risarcimenti del danno congrui e la semplificazione della attuali procedure burocratiche. In assenza di risposte immediate i pescatori di Cabras, Santa Giusta, Marceddì, Arborea e Is Benas hanno annunciato nuove ed eclatanti azioni di protesta.

«È costante tra i pescatori - spiega una nota - la preoccupazione e la paura che anche il 2017 sia una stagione di forti perdite economiche. La presenza dei cormorani nei compendi ittici locali è infatti sempre pressante. I pescatori ritengono di prioritaria importanza pianificare da subito ulteriori azioni ed attività di contrasto e contenimento».

I pescatori ricordano che il piano di contenimento «elaborato dalla Regione ed approvato dall’Ispra, consente un abbattimento del 5 per cento del numero di uccelli ittiofagi. Un numero molto limitato che certifica come il Piano contenga al minimo gli abbattimenti, utilizzando le doppiette per spaventare i volatili, come azione di deterrenza, con l’ obiettivo di spostare gli animali dalle aree più pescose».

Secondo i pescatori occorre quindi «recuperare i 60 giorni di inerzia, a tutela del reddito e della attività dei pescatori. Serve, inoltre, semplificare le procedure di attuazione, così da avere una attività continuativa di allontanamento dei volatili dalle aree di pesca, fermo restando il contingente di contenimento definito».

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