Oristano, il centro: «Nessun accordo con i partiti»
Giuliano Uras chiude all’eventualità di un accordo col Pd: «In coalizione con noi solo chi si spoglia del simbolo»
ORISTANO. Un matrimonio si fa in due, ma evidentemente non si è arrivati nemmeno alla proposta di andare assieme all’altare. O per lo meno non così com’è stata intesa. Il centro o i centristi – termini non graditi all’onorevole Paolo Maninchedda mente ispiratrice del Partito dei Sardi che ha scatenato fulmini e saette contro quella parola che mal si attaglia a un vero partito indipendentista come il suo che di questa coalizione sembra voler far parte – e il Pd si guardano. Si guardano, ma non troppo. Così, all’indomani dell’annuncio generale di un possibile flirt col centrosinistra (ammesso che questa categoria politica esista ancora), uno degli ispiratori di questo movimento che si definisce civico e slegato dai partiti, sale in cattedra.
È Giuliano Uras il primo a rompere gli indugi, mentre i suoi compagni di avventura Salvatore Ledda e Gianvalerio Sanna, per ora attendono in silenzio. Lo scudo dell’Udc che lo accompagna da anni resterà in casa durante questa battaglia politica prossima ventura: «Noi siamo un movimento civico. Null’altro. Ci rivolgiamo a quel mondo che non fa politica o che ne è rimasto ai margini perché non vuole farvi il suo ingresso attraverso i partiti. Cerchiamo una nuova classe dirigente per la città».
Per chi possiede queste caratteristiche le porte sono aperte, ma considera un assurdità il fatto che si vada verso la grande unione col Partito Democratico assieme al quale tentare la scalata al Comune. «Io non sarò candidato – prosegue l’ex sfidante di Guido Tendas –. Mi posso considerare solo un socio fondatore di questa nuova iniziativa politica, una sorta di punto di riferimento o di consulente con esperienza per chi voglia formare una coalizione. L’unico paletto che poniamo è che questa sia scevra da condizionamenti di partito. Mi fa sorridere che si parli di alleanza col Pd quando l’Udc non è mai stato informato di questa possibilità. Ad ogni modo è tutto superato dal fatto che l’Udc non si presenterà col suo simbolo alle comunali».
Potrebbe sembrare una mascherata di carnevale, in cui il vestito copre la persona che lo indossa, ma questa rimarrebbe sempre la stessa. Invece per Giuliano Uras il percorso di questa nuova esperienza politica è ben saldo e poggia su condizioni molto chiare: «Il progetto va avanti da un anno e mezzo, tempo durante il quale abbiamo avuto modo di incontrare tantissime persone. La nostra idea è di spingere per un ringiovanimento della classe dirigente oristanese, per una sua nuova identificazione. Il fatto di non avere simboli di partito ci consente di avere la libertà di spaziare e guardare verso chiunque sia interessato a questa esperienza. Ovviamente capisco che sarà un limite per i nostri interlocutori, qualora essi preferiscano scegliere l’appartenenza partitica a un progetto realmente civico che ha già realizzato la propria idea per la città che a breve faremo conoscere a tutti».
Ma uno sguardo agli altri bisogna pur darlo. E Giuliano Uras ci vede il deserto o campi in cui per ora il seme non ha germogliato. «Non c’è possibilità di aggregazione con chi continua a mantenere le insegne di partito – ripete Giuliano Uras – e finora non ci sono state offerte ufficiali da parte del Pd. Col centrodestra, se così si può davvero chiamare, abbiamo fatto diversi incontri. Abbiamo visionato assieme documenti che poi però hanno ritenuto di non dover firmare. Noi conosciamo il nostro percorso». E gli altri? Già nella tarda serata di oggi si capirà che strada sceglierà il Pd, impegnato in una riunione del direttivo dove non ci sarà da annoiarsi.
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