La Nuova Sardegna

Oristano

Morte in ospedale i fronti dei consulenti si scontrano in aula

di Enrico Carta
Morte in ospedale i fronti dei consulenti si scontrano in aula

Medici a processo per il decesso di Mauro Marongiu Discordi i pareri sulle cause che costarono la vita al paziente

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ORISTANO. Divisi da una trincea che nessuno varca, una barricata fatta di interpretazioni differenti. La medicina è chiamata scienza, ma è una scienza evidentemente non esatta visto che la discussione sulla morte di un paziente ricoverato al San Martino non arriva a stabilire paletti certi nemmeno dopo che in aula vengono esposte le tesi di ben otto diversi esperti. Consulenti dell’accusa e della difesa si contendono infatti la scena e anche la verità al processo sul decesso di Mauro Marongiu, paziente di 33 anni ricoverato a marzo del 2011 in seguito a una broncopolmonite che, degenerando, lo portò alla morte sei giorni dopo il suo ingresso in ospedale. Sotto accusa ci sono alcuni medici del reparto di Medicina che ebbero in cura il paziente. Secondo il pubblico ministero Marco Ulzega, si è di fronte a un omicidio colposo e i responsabili sono il primario del reparto, il dottor Luigi Giovanni Cassisa e i suoi colleghi Kaff Muhammad Abo, Rosina Mastinu, Carla Meloni e Antonio Salvatore Sassu.

La lunghissima e complicata udienza di fronte al giudice monocratico Enrica Marson doveva servire per arrivare a porre dei punti fermi sulla vicenda, ma di fronte a chi sarà chiamato ad emettere la sentenza c’è un compito tutt’altro che semplice. I tre consulenti del pubblico ministero a cui si affiancano gli avvocati di parte civile Guido e Federico Manca Bitti e Nicola Satta, sono i dottori Demontis, Cachini e Biglino. Si sono scontrati con quelli del collegio difensivo formato dagli avvocati Giuseppe Conti, Riccardo Fiorelli, Aldo Lucchi, Luigi Porcella, Andrea Pogliani e Gabriele Satta che hanno scelto come consulenti i dottori Pilo, Brazzi, Cattani, Nieddu e Paribello. Dai pool di esperti sono venute fuori versioni diverse sul percorso sanitario che portò alla morte del paziente. Secondo i consulenti dell’accusa Mauro Marongiu era stato colpito da una polmonite emorragica. Chi lo visitò non avrebbe disposto gli accertamenti necessari per capire come intervenire e che farmaci somministrare. Si arrivò così alla morte sopraggiunta sei giorni dopo il ricovero. Secondo i consulenti della difesa sarebbe invece sopraggiunta una gravissima complicazione di tipo immunitario.

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