Sartiglia, 20 stelle dal sapore antico
Il Componidori Giuseppe Sedda chiama i cavalieri a cimentarsi con la spada uno a uno, poi è costretto ad accelerare
ORISTANO. Venti stelle centrate per 60 discese: la Sartiglia di san Giuseppe, firmata dal componidori Giuseppe Sedda, va in archivio con un buon risultato e tanta sorpresa da parte degli spettatori che forse non avevano mai visto una manifestazione organizzata così. Il motivo è tutto nella scelta del capo corsa di riportare la giostra ad uno schema praticamente dimenticato: chiamare i cavalieri alle discese uno per volta. Era dal 1981, ben 36 anni fa, che non si seguiva più questo rituale, abbandonato perché ha tempi più lunghi e quindi permette un numero minore di discese. Per questo gli spettatori più giovani sono rimasti spaesati da questo ritmo lento e inconsueto. Sembra invece che i cavalieri abbiano apprezzato questo ritorno alla tradizione, anche se la scelta ha allungato sensibilmente i tempi. Verso la fine il capocorsa ha deciso di accelerare i ritmi, “chiamando” i cavalieri a piccoli gruppi.
Ritmo lento ma anche tante le emozioni regalate dai cavalieri che hanno mostrato come sempre, tanta esperienza ed abilità.
Quattro le stelle d’oro, conquistate da Fabrizio Pomogranato, Giuseppe Frau, Cristian Sarais e Federico Fenu.
Sicuramente meno fortunate le pariglie dei componidoris: nessuno dei sei cavalieri è infatti riuscito a centrare la stella. È stato infatti necessario attendere la settima discesa, quella di Fabrizio Pomogranato, per assistere al primo centro. La seconda è arrivata con Ignazio Nonnis, decano della Sartiglia. Per lui ieri è stata la 47ª volta sul percorso di via Duomo, chiudendo così in bellezza una lunga carriera da sartigliante, fra gli applausi e le testimonianze d’affetto da parte del pubblico.
Come era già accaduto domenica, anche ieri le amazzoni si sono mostrate particolarmente brave e capaci.
Le uniche due donne chiamate a compiere la discesa, Elisabetta Sechi, ex componidori, e Sonia Cadeddu (che di recente ha rappresentato la città di Oristano all’Alka di Sinj, in Croazia) hanno infatti centrato l’ottava e la nona stella. Per loro, una vera ovazione dalle tribune con urla da stadio, quando, con la stella infilzata nella spada, hanno compiuto il passaggio d’onore sulla pista prima di essere premiate.
Stelle centrate anche da Francesco Castagna, Enrico Fiori, Rodolfo Manni, Giuseppe Frau e Claudio Tuveri, Federico Fenu, Franco Carboni, Paolo Rosas, Gianluca Russo, Raimondo Carta, Anthony Maccioni, Andrea Manias, Francesco Armas, Gianluca Mugheddu, Antonio Giandolfi e Daniele Mattu.
La Sartiglia del gremio dei falegnami, guidato dal majorale en cabo Pier Mauro Licheri, si è distinta per la particolare attenzione da parte dei cavalieri nell’offrire al pubblico un buon spettacolo, fatto di corse precise e senza sbavature. Elementi che gli spettatori seduti sulle tribune (quasi al completo) e assiepati lungo il percorso, hanno dimostrato di apprezzare, applaudendo e incoraggiando sempre i cavalieri, anche quando non erano riusciti nell’impresa.
Una grande festa, iniziata poco dopo le 13 con il tradizionale corteo della corte di Eleonora e dei i gruppi in costume, preceduti da una rappresentanza di cavalieri e scudieri dell’Alka, la manifestazione cavalleresca che si tiene in Croazia e gemellata alla Sartiglia. Quando però ha sfilato la pariglia del componidori Giuseppe Sedda, affiancato dal segundu Attilio Balduzzi e da su terzu cumponi, Andrea Brai, c’è stato un vero tripudio di applausi e grida di incoraggiamento.
Come sempre il momento più intenso è arrivato alla conclusione della giostra, quando il componidori è giunto in pista con il rito de sa remada a benedire, disegnando in aria il segno della croce con sa pippia de maiu.
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