La Nuova Sardegna

Oristano

Chieste condanne per due medici

di Simonetta Selloni

Paziente morto in corsia, citata anche la Clinica come responsabile civile

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ORISTANO. I destini processuali dei tre medici ancora imputati della morte del paziente Massimo Cenedese – dopo il patteggiamento A 8 mesi di Angelino Gadeddu, primario del reparto chirurgia della casa di cura Madonna del Rimedio – si separano definitivamente, ma nel processo per uno di questi, l’unico che andrà a giudizio con rito ordinario (il 22 maggio), entra anche la Clinica di via Giotto, citata quale responsabile civile. Ieri, con rito abbreviato, davanti al giudece delle udienze preliminari del tribunale di Oristano Elisa Marras è stata discussa la posizione di Giuliana Casula e Roberto Pisanu, che avevano già chiesto e ottenuto di essere giudicati con il rito alternativo. Il pubblico ministero Andrea Chelo ne ha chiesto la condanna a sei mesi ciascuno per l’accusa di omicidio colposo, i loro legali, gli avvocati Marcello Sequi e Agostinangelo Marras, hanno sollecitato l’assoluzione. Il processo sarà definito il prossimo 24 aprile, data fissata per eventuali repliche e per la sentenza.

Un mese dopo, il 22 maggio, sarà invece processata Monica Perra, l’altro medico che invece non aveva espresso la volontà di accedere ai riti alternativi: la sua posizione sarà quindi vagliata secondo il dibattimento ordinario. Monica Perra è difesa dall’avvocato Leonardo Filippi. In quella sede entrerà nella vicenda, quale responsabile civile, anche la Clinica: la sua citazione era stata sollecitata dai difensori che tutelano le parti civili costituite, la moglie, i figli e gli altri familiari del paziente morto, assistiti dagli avvocati Luigi Concas, Edoardo Vassallo, Valerio Martis ed Ezio Ullasci. Il risarcimento richiesto è di 500mila euro per cinque delle otto parti costituite.

La morte di Massimo Cenedese risale al 4 febbraio di due anni fa. Cenedese era di Teralba, e aveva 43 anni. Un mese prima nella casa di cura Madonna del Rimedio era stato sottoposto a un intervento chirurgico di asportazione di un polipo. In seguito a quell’intervento, che secondo il pubblico ministero non si sarebbe nemmeno dovuto fare, aveva subito una lacerazione dell’intestino, che provocò l’infezione, causa della morte avvenuta però all’ospedale di Sassari, dove Massimo Cenedese era stato trasportato in un estremo e purtroppo inutile tentativo per salvarlo, attraverso un altro intervento.

La moglie aveva presentato una denuncia. Agli atti del processo ci sono le cartelle cliniche di un paziente che dopo l’intervento lamentava fortissimi dolori, con un decorso sempre più problematico. Non migliorava, Cenedese, anzi stava sempre peggio; tanto che nella cartella clinica era stato annotato come “paziente lamentoso”.

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