Irrigazione insufficiente danni per oltre 2,5 milioni
Arborea, la rete di approvvigionamento dei campi è obsoleta e carente Il settore ortofrutta accusa perdite, come quello della produzione del foraggio
ARBOREA. Una perdita stimata in due milioni e mezzo di euro all’anno: è l’altra Arborea, quella che non si occupa di foraggio e mucche, ma di fragole, carote e ortaggi. E che, come l’Arborea del settore latte, è in sofferenza. L’isola felice è un po’ meno felice è l’arrivo di Bonifiche ferraresi come vicini di pianerottolo preoccupa un po’. Anche perché sinora le richieste di aiuto inviate alla Regione non hanno ricevuto grande ascolto. I problemi del sistema di approvvigionamento di acqua per l’uso irriguo sono in cima ai pensieri di aziende, cooperative e consori che operano nel settore dell’ortofrutta. Due milioni e mezzo di perdite, si diceva: la stima è contenuta nella lettera della sindaca Manuela Pintus alla Regione. Si lamentano «mancata erogazione dell'acqua nei tempi richiesti, scarsa pressione, vetustà della rete di distribuzione che non tollera alta pressione e determina continui interventi di manutenzione, incertezza strutturale sul destino del Consorzio di Bonifica dell'oristanese: si tratta solo di alcuni elementi di criticità cronica nel sistema ortofrutta e nelle colture destinate agli allevamenti, per i quali si è stimata una perdita annua del volume d’affari pari a circa 2 milioni e mezzo di euro».
La Cooperativa produttori Arborea, uno degli anelli della catena del sistema Arborea, ha addirittura chiesto alla Regione la dichiarazione dello stato di calamità naturale.
Piogge scarse e irregolari hanno pesato sulle produzioni di ortofrutta, ma anche sulle foraggere, fondamentali per la sopravvivenza delle aziende zootecniche. E qui si inserisce il discorso dell’arrivo di Bonifiche ferraresi, che ha acquistato i terreni della Sbs e ottenuto in concessione per 15 anni altri terreni di proprietà Laore. In tutto mille ettari che sarebbe serviti ai produttori e agli allevatori locali e che la TreA aveva anche ipotizzato di acquisire, prima dell’arrivo di Bonifiche ferraresi, bloccandosi poi sul voto contrario dell’assemblea.
«Si calcola - aveva scritto ancora la sindaca Manuela Pintus alla Regione - che la necessità di coltivare l’erba medica - di cui le nostre aziende sono deficitarie - da destinare all’alimentazione del bestiame e al miglioramento della rotazione agronomica riducendo così l’acquisto di prodotti dalla penisola (e quindi i costi), è legata alla possibilità di poter disporre di ulteriori 1.200 ettari di terra coltivabile».
Un sistema che ha lanciato da tempo segnali d’allarme. E anche il mancato acquisto della Sbs da parte della TreA può essere considerato un elemento di preoccupazione per lo stato di salute del settore.
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