Temo, assemblea sulle nuove opere
Stasera il sindaco illustra gli interventi di difesa idraulica, comprese le nuove spallette d’argine
BOSA. Importante appuntamento questa sera in aula consiliare, dove il sindaco Luigi Mastino ha convocato un'assemblea pubblica, a cui è invitata la popolazione, per presentare le nuove soluzioni tecniche elaborate da uno studio di professionisti incaricati sui progetti relativi alle opere di difesa idraulica e idrogeologica dell'abitato e delle campagne nella valle del Temo. L'appuntamento è fissato per le 17, nell'aula di piazza Carmine, dove sarà possibile comprendere come cambierà il volto della valle del Temo alla luce delle risposte in termini di arginature, banchinamento e sovralzo di spallette utili secondo la Regione ad attenuare le possibili ripercussioni di un'esondazione del fiume Temo. A disposizione ci sono, in diverse tranche di finanziamento, oltre dodici milioni di euro. Questi i fondi stanziati per ora in tema di rischio idrogeologico dopo i vincoli imposti dal Piano di assetto idrogeologico e dal Piano stralcio delle fasce fluviali. L'idea di fondo è di costruire argini in terra sulla sponda destra e sinistra del fiume dal ponte in trachite verso l'entroterra. Altri argini in terra sono previsti a valle del manufatto della fine dell'ottocento, nella zona tra piazza Nassiria ed il contrafforte della statale 129 bis nell'ansa del fiume all'altezza del dismesso passaggio a livello. Con i fondi a disposizione si dovrà intervenire per il banchinamento nel lungo tratto dall'inizio del Lungotemo Amendola fino al nuovo ponte viabile verso Bosa Marina. Nella zona di Su Seggiu inoltre è prevista un'arginatura in terra. Ma la parte maggiormente contestata del progetto è sicuramente quella relativa all'innalzamento delle spallette d'argine sulla riva sinistra, di fronte alle Concerie. Un ambito paesaggisticamente più che delicato visto che si tratta di innalzare l'attuale parapetto di settanta centimetri, questo prevedeva la bozza iniziale del progetto, con un muro in cemento armato da rivestire con conci di pietra. Qui però come per altre soluzioni, ad esempio quelle dell'arginatura sempre sulla riva sinistra in direzione della chiesa di San Pietro che taglierebbero in due campi e proprietà, l'amministrazione ha chiesto ai tecnici, dopo non poche sollecitazioni politiche e un acceso dibattito sociale, la possibilità di individuare altre soluzioni. Quella che verrà proposta stasera nell'aula consiliare, trapela, prevede di non innalzare l'attuale spalletta, ma di sistemare ogni tot di metri una sorta di pilastrini in cui, nel caso di allerta meteo specifiche e con l'intervento probabilmente del personale della Protezione Civile, incassare delle sponde mobili, che verrebbero custodite in appositi spazi ricavati proprio sul Lungotemo Scherer.(al.fa.)
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