La Nuova Sardegna

Oristano

Casa di riposo Licheri la Cgil contro il gestore

di Maria AntoniettaCossu
Casa di riposo Licheri la Cgil contro il gestore

A Ghilarza il futuro della struttura e degli ex dipendenti è avvolto dalle incertezze Il sindacato: serve una gara che preveda condizioni chiare per i partecipanti

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GHILARZA. Che fine farà la casa di riposo Angelino Licheri? L' interrogativo sul futuro del servizio si è fatto ancora più pressante dopo il fallimento dell'ennesimo tentativo di trovare un nuovo gestore. La domanda è rimbalzata anche sul tavolo di confronto che giunta e sindacato dei lavoratori hanno aperto all'indomani dell'ultima procedura di gara. Secondo la Cgil oristanese non sono nubi foriere di buoni presagi quelle che si stanno addensando sulla comunità alloggio. Il Comune fatica a trovare la chiave di volta del problema e gli ex dipendenti vedono giorno dopo giorno assottigliarsi le possibilità di ritornare al lavoro e allo stesso tempo temono che le gare deserte siano l'indizio della cessazione del servizio. Qualche tempo fa il sindaco (che ieri è stato impossibile rintracciare al telefono) aveva escluso questa possibilità ostentando sicurezza sulla sopravvivenza della struttura. Un'eventualità che Alessandro Defrassu aveva respinto anche durante il serrato confronto nato durante l'ultima manifestazione di protesta. In quella circostanza non aveva nascosto la difficile situazione e aveva prospettato la conversione di parte della struttura in comunità protetta come parziale soluzione al problema. L'iter presuppone però tempi lunghi e risorse ingenti, esattamente ciò che l'amministrazione non ha. «E comunque bisognerebbe fare un ragionamento di sistema, non è possibile inserire tutte le persone non autosufficienti in residenze sanitarie assistite, non ci sono i posti» ha opinato la referente della funzione pubblica, Maria Rosa Setzu. Le uniche possibilità oggi in campo sembrano essere quelle di indire un nuovo bando di gara con previa revisione di alcune condizioni o di procedere con l'affidamento diretto. «Di fronte all'evidenza si deve cambiare ma le modifiche non possono essere peggiorative. Inoltre devono esserci condizioni di chiarezza altrimenti le cooperative non partecipano» ha avvertito Setzu. «Per quanto riguarda i lavoratori, hanno ribadito la disponibilità a ridurre le ore lavorative.

A questo proposito la delegata della Cgil ha voluto mettere a tacere le voci a suo dire messe in circolo ad arte per delegittimare gli ex dipendenti. «La cooperativa di Milis continua a diffondere messaggi falsi sostenendo che abbiano rifiutato l'impiego quando ci sono le carte a dimostrare il contrario e il sindaco ne è testimone», ha rilanciato Rosa Setzu scagliandosi contro l'attuale gestore e accusandolo di «Screditare la struttura e i lavoratori per giustificare il suo comportamento nefasto».

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