La Nuova Sardegna

Oristano

Monte Crispu, 62 anni senza collaudo

Monte Crispu, 62 anni senza collaudo

Bosa, la diga è formalmente ancora un’incompiuta che pesa sui vincoli idrogeologici della cittadina

3 MINUTI DI LETTURA





BOSA. Il presente riserva qualche polemica sulle future opere di difesa idraulica ed idrogeologica della città dalle piene del Temo: ultime puntate sul versante dei progetti milionari per dotare la valle fluviale di nuovi argini e spallette da un lato, e ora sul dragaggio del corso d'acqua. Ma dalla millenaria valle di Bosa non si può non rivolgere lo sguardo anche al passato. La diga di Monte Crispu, progettata tra il 1955 ed il 1959, lavori avviati nel 1965, il manufatto è stato ultimato nel 1971, restando però una delle mastodontiche incompiute locali, forse dell'intera isola, per il mancato collaudo. Alta 57 metri, coronamento a 68 metri sul livello del mare, la Diga ha un volume di invaso di quasi 29 milioni di metri cubi d'acqua. In ipotesi, perchè ancora oggi il collaudo è in corso, come specifica la scheda nel sito internet istituzionale di Enas, Ente che ha ereditato il bene dal Consorzio diga di Monte Crispu, che a sua volta l'aveva preso in carico dal Genio Civile di Nuoro. Dopo una variante al progetto iniziale di un invaso, dal 1963 la diga diventa di laminazione delle piene del Temo. Oggi, dopo l'approvazione del Piano di assetto idrogeologico e del Piano stralcio delle fasce fluviali, è il nodo cruciale da affrontare per mitigare il massimo rischio idraulico e idrogeologico, e relativi pesantissimi vincoli.

Sull’argomento collaudo non mancano le incognite. Dieci anni tra progetto e costruzione; dal 1971 ad oggi sono trascorsi ben 46 anni, per un totale (dal 1955 al 2017) di 62 anni, senza che formalmente la diga sia neanche approdata alle fasi iniziali del necessario iter, anche se il manufatto svolge un'oggettiva un'azione di laminazione. Insomma, su quello che forse non è esagerato definire il “caso Monte Crispu”, l'età è da soglia di pensionamento, a fare un paragone col lavoro umano. Senza collaudo però i vincoli di Pai e Psff non saranno declassati e pertanto, se non parzialmente con il Contratto di fiume o la realizzazione di altre opere, Bosa difficilmente potrà adeguare e aggiornare il suo Puc (ormai datato). La Legge Regionale 4 del 1993 stabilisce per la verità interventi sul manufatto, e la Regione ha recentemente stanziato 2.500.000 Euro, mentre altri 5 milioni potrebbero arrivare dal Ministero. Contando però che dopo la legge del '93 sarà necessario attendere anni prima di vedere realizzati lavori come lo sfioratore a calice e lo scarico di alleggerimento (previsti già nella progettazione 1967-1970), a cui si è poi aggiunta la messa in sicurezza del costone roccioso sulla sinistra della diga e la posa della paratia di fondo, i tempi futuri non sembrano propendere per il breve periodo. Salvo una incisiva accelerazione, che dovrebbe tradursi in una costante attenzione, non trasformi l'avvio dell'iter di collaudo finalmente da speranza a realtà.

Alessandro Farina

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Rilievi

Aereo sorvola per ore le coste della Sardegna, svelato il mistero: ecco che cosa sta cercando in mare

di Federico Spano
Le nostre iniziative