Estreme povertà, la Regione le cancella il Comune le finanzia
S. Nicolò Arcidano, contestato il reddito di inclusione sociale Sostegno al servizio civico con 10mila euro per due mesi
ARCIDANO. Quel Reddito di inclusione sociale non piace a molti sindaci. La contestazione si è già palesata in diversi modi, ma a San Nicolò Arcidano l’amministrazione comunale è andata oltre e ha deciso di sostituirsi alla Regione. Nell’ultima riunione la Giunta presieduta dal sindaco Emanuele Cera ha deliberato lo stanziamento di 10mila euro di risorse del bilancio comunale da destinare alla prosecuzione del servizio civico per i mesi di aprile e maggio.
Nelle scorse settimane il sindaco Cera aveva duramente contestato la Regione «per aver con un colpo di spugna cancellato il programma delle povertà estreme» e approvato un legge che istituiva il Reddito di inclusione sociale (cosiddetto Reis)
«Il provvedimento del Reis- lamenta il sindaco Emanuele Cera - ha creato grosse difficoltà operative e quando entrerà a regime, chissà quando, se non venisse radicalmente rivisitata escluderebbe di fatto tantissime persone dagli inserimenti lavorativi perché ha un impostazione farraginosa, complessa e articolata, completamente diversa rispetto alle regole del passato».
Il sistema che è stato mandato in pensione era invece collaudato e ora alcune amministrazioni lo rimpiangono: «Le povertà estreme in questi anni ci avevano invece permesso di raggiungere un discreto equilibrio sociale e prodotto un buon risultato sia per le persone direttamente coinvolte che per l’ente locale che ne beneficiava - prosegue il sindaco di San Nicolò Arcidano -, perciò la decisione della giunta comunale di stanziare le risorse e utilizzare le graduatorie in essere approvate sulla base dei principi applicativi delle povertà, nella sostanza, la Regione cancella le povertà ed il Comune le applica comunque per sua espressa volontà».
Quei 10mila euro sono un impegno notevole per le casse comunali, ma basteranno comunque solo per un paio di mesi. Il tempo di attendere che la situazione si modifichi. «Non possiamo, in un momento di estrema necessità come quello che stiamo attraversando, abbandonare queste persone - conclude Emanuele Cera -, loro hanno bisogno di noi e noi di loro, l'impegno civico presso il Comune, con piccoli lavoretti di pulizia, manutenzione e servizio agli anziani, risulta anche per noi di fondamentale importanza».
Ecco quindi la decisione di adottare una misura concreta che possa far fronte alle emergenze non interrompere servizi importanti per la comunità.
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