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Oristano

la disputa su fenosu

Distretto aerospaziale: «No a progetti militari»

di Enrico Carta
Distretto aerospaziale: «No a progetti militari»

ORISTANO. Le stelle sì, anche quelle dei sogni migliori. Le stellette restano invece fuori. Nei centoquaranta ettari di superficie dell’aeroporto di Fenosu non ci sarà spazio per attività militari....

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ORISTANO. Le stelle sì, anche quelle dei sogni migliori. Le stellette restano invece fuori. Nei centoquaranta ettari di superficie dell’aeroporto di Fenosu non ci sarà spazio per attività militari. Lo scontro, fortunatamente, è solo verbale per quanto intenso. La diatriba è figlia della presa di posizione del Collettivo Furia Rossa che, attraverso un comunicato, ha criticato la presenza del Distretto Aerospaziale della Sardegna all’interno della cordata societaria aggiudicataria del bando per l’acquisizione della Sogeaor.

Il Distretto e la sua attività erano state associate dal Collettivo alle attività militari svolte nei poligoni della Sardegna. «Niente di più assurdo – replica il presidente del Dass, Giacomo Cao – e siamo pronti a dimostrare tutto ciò. Siamo disponibili a qualsiasi tipo di confronto con chiunque, a patto che non ci si nasconda. Siamo fermamente convinti che solo col ragionamento ci si possa capire e si possa crescere».

Eccola la parola magica per Fenosu, perché i nuovi soci proprio alla crescita mirano: «Per quanto concerne la gestione della struttura aeroportuale – prosegue il professor Giacomo Cao –, non capisco perché ora non possa essere dato a noi credito. Qualche anno di tempo e i nostri progetti e i nostri programmi potranno essere valutati serenamente da tutti. Perché non dare una chance al settore aerospaziale che vola alla grande in tutto il mondo? Abbiamo già dimostrato di saper portare avanti progetti importanti e i nostri partner hanno fatto altrettanto in tanti anni di attività».

E poi c’è la madre di tutte le questioni, quella del legame tra Distretto e attività militari. «È un’ulteriore assurdità – ribatte Giacomo Cao –. Non puntiamo alla gestione né integrale né parziale del poligono di Quirra e svolgiamo attività che riguardano esclusivamente il campo civile. I nostri soci e i nostri progetti per 230milioni di euro si svolgono esclusivamente a fini civili: nessuna tecnologia militare, nessuna tecnologia dual use. Le nostre sono attività esclusivamente di natura civile e lo saranno anche qualora verrà eventualmente concesso l’uso di spazi all’interno delle infrastrutture militari. Anche al loro interno non porteremo avanti attività di tipo militare. A chi mi dice che facciamo propaganda, rispondo che questa la fanno giustamente i partiti politici o chi deve vendere un prodotto. Il nostro è un lavoro diverso e di esso abbiamo parlato in incontri pubblici, uno dei quali si è svolto proprio a Fenosu nel gennaio 2016. Ma non ci fermiamo lì, perché siamo pronti a rispondere ancora pubblicamente per fugare ogni dubbio ed evitare che si ingeneri confusione sul nostro ruolo. Gli steccati non ci piacciono, preferiamo sempre il dialogo».

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