Il caso Tortora, trent’anni dopo
Il 6 maggio al De Castro convegno promosso dalla Camera Penale
ORISTANO. Fu uno dei più gravi errori giudiziari della storia del nostro Paese: è la vicenda che vide vittima il noto presentatore televisivo Enzo Tortora e che continua ad essere di grande attualità, una vicenda emblematica da far conoscere anche alle nuove generazioni. Per questo, il 6 maggio, alle 9, al Liceo classico De Castro, la Camera Penale organizza un convegno con la partecipazione di alcuni dei protagonisti dei questa sconvolgente vicenda giudiziaria che vide coinvolto il giornalista accusato falsamente di associazione camorristica e spaccio di droga e per questo, detenuto in carcere per lungo tempo e poi agli arresti domiciliari prima della definitiva assoluzione piena in Cassazione.
All’incontro saranno presenti l’avvocato Raffaele Della Valle, del Foro di Monza, già difensore di Enzo Tortora e la senatrice Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione Enzo Tortora e sua compagna nella vita che presenterà il libro “Lettere a Francesca”, contenente una serie di lettere che il giornalista le aveva inviato dal carcere.
Enzo Tortora venne arrestato il 17 giugno del 1983. Condannato in primo grado a dieci anni di reclusione, venne successivamente assolto in appello, per poi essere definitivamente scagionato con una sentenza che la Corte di Cassazione emise il 17 giugno del 1987, esattamente quattro anni dopo l’arresto.
Le accuse ignobili, l’ingiusta detenzione, minarono fortemente la salute del giornalista che, un anno dopo aver finalmente ottenuto giustizia, morì stroncato dal cancro. «Il convegno – si legge in una nota della presidente della Camera penale, Rosaria Manconi – vuole essere una riflessione sulla delicata questione della legalità, sull’attuale situazione della giustizia italiana e sul suo funzionamento, su quanto sia cambiato e quanto sia rimasto immutato in questi trent’anni».
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