L’accusa chiede il processo per il rogo di Sant’Anna

Marrubiu, udienza preliminare il 6 giugno per tre dipendenti dell’Enel L’accusa chiede il processo: «Incendio scatenato dalle scintille di un sezionatore»

MARRUBIU. Il 6 giugno, giorno d’udienza preliminare, farà già caldo. Non sarà torrido come in quel giorno di inizio luglio del 2014. Le campagne di Sant’Anna arsero, bruciate da un fuoco che devastò diverse centinaia di ettari di terreno, devastò aziende agricole e artigiane, mise in pericolo anche le case della borgata. Poco meno di due anni dopo in tre rischiano il processo. A chiedere il rinvio a giudizio di Enrico Onnis, 54 anni di Mogoro, Carlo Spigarolo, comasco di 55 anni, e Silvio Ruggiero, cagliaritano di 50 anni, è il pubblico ministero Rossella Spano che li accusa di incendio colposo. L’ultimo è il responsabile della zona di Oristano per l’Enel, mentre i primi due sono rispettivamente il responsabile dell’unità operativa che non avrebbe agito tempestivamente nonostante le segnalazioni di malfunzionamento del sezionatore e il responsabile della distribuzione territoriale dell’energia elettrica per l'intera Sardegna.

È in questa serie di omissioni e di mancati interventi che infatti l’accusa ritiene sia la causa prima dell’incendio. Per diverse volte, gli abitanti della borgata segnalarono il rischio incendio. Diversi di loro avevano infatti notato che il sezionatore emetteva delle pericolosissime scintille. E sarebbe proprio da lì che il rogo sarebbe partito. La procura ovviamente si fa forte di alcune perizie tecniche e del lavoro degli uomini del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale della stazione di Marrubiu che immediatamente dopo le difficilissime operazioni di spegnimento puntarono il loro obiettivo su quel sezionatore diffettoso.

Tra l’avvio dell’indagine e richiesta di rinvio a giudizio c’è una serie di accertamenti che ha portato all’individuazione dei tre presunti responsabili che rischiano, oltre al processo, anche di dover fare conti salatissimi con una serie di parti civili. A subire danni sono stati in tanti e l’ammontare della cifra potrebbe essere assai elevato. A tutelare le parti civili che affiancano il pubblico ministero nell’accusa sono gli avvocati Gianfranco Sollai per una serie di cittadini e Cecilia Fa’ per il Comune di Marrubiu che aveva visto andare in cenere 792 ettari di territorio con il fuoco che divorò pascoli, macchia mediterranea e zone boschive. Sono invece quattordici i privati che hanno subito i danni al passaggio del fuoco che fu fermato solo dopo diverse ore di lavoro dell’enorme apparato antincendio concentrato proprio sull’Oristanese in quel giorno terribile del luglio di tre anni fa.

Altre due persone erano state inizialmente coinvolte nell’inchiesta, ma per loro il 6 giugno non ci sarà l’udienza preliminare. Il pubblico ministero ne ha infatti chiesto l’archiviazione.

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