Gelate a Ula Tirso: «È calamità»
Il primo passo della giunta comunale per ottenere i risarcimenti
ULA TIRSO. La giunta comunale ha dichiarato lo stato di calamità e di emergenza per i danni provocati dalle gelate del 21 e del 22 aprile. Quello compiuto dall’esecutivo è il primo passo per ottenere dalla Regione il risarcimento delle perdite economiche subite dalle aziende agricole in base a quanto previsto dalla legge 28 del 1985. La normativa disciplina l’iter finalizzato all’accertamento dei danni causati da condizioni atmosferiche avverse di carattere eccezionale. Una procedura avviata in prima battuta dal Comune con la ricognizione sul campo fatta per tracciare almeno un bilancio sommario. Alla stima esatta dei danni si provvederà solo dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle domande di risarcimento, fissata per il 5 maggio. Al momento sono una decina le aziende vitivinicole danneggiate dal repentino e consistente abbassamento delle temperature registrato dieci giorni fa, mentre la superficie vitata interessata si estende per svariati ettari. In certi casi gli effetti dell’escursione termica ha compromesso l’intera produzione del 2017, mentre per altri vigneti i danni sono parziali. «Al momento non abbiamo contezza, potremo quantificare con maggior precisione tra qualche giorno. Tuttavia, da ciò che abbiamo potuto appurare la situazione rispecchia quanto segnalato dai produttori - ha riferito il sindaco Ovidio Loi, che sollecita interventi urgenti -. Speriamo che la Regione disponga delle risorse necessarie per fronteggiare l’emergenza e che dia una mano d’aiuto agli operatori che hanno subito danni. Quello vitivinicolo rappresenta un comparto produttivo importante per Ula Tirso».
Esaurita la fase preliminare relativa alla raccolta dei dati la pratica passerà in mano ad Argea, l’organismo di emanazione Regionale preposto all’accertamento e alla quantificazione dei danni.
Maria Antonietta Cossu
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