Nuovo tour in tutte le parrocchie: «Riavvicinare i fedeli alla Chiesa»
Monsignor Sanna intende trascorrere una intera giornata in ognuno dei centri della Diocesi Prevista la “peregrinatio” del simulacro della Madonna del Rimedio in tutte le comunità locali
ORISTANO. Una prima promessa il vescovo l'ha cominciata a realizzare: rivisitare tutte le 85 parrocchie della diocesi e trascorrere una giornata intera in compagnia del parroco e dei fedeli. Nei giorni scorsi si è fermato in vista pastorale Gadoni. La seconda, più ambiziosa, coinvolgente e organizzativamente complessa, è in cantiere: la “peregrinatio” della Madonna del Rimedio in tutte le comunità locali. Dopo il via libera di papa Francesco, che gli ha assicurato altri due anni di governo, monsignor Ignazio Sanna ha riprogrammato la sua attività in un territorio dove non manca il lavoro pastorale e religioso. E' vero che nella Chiesa arborense non c'è, come riconosce il presule, una grande separazione tra Chiesa e società, ma i problemi non mancano. Uno l’ha evidenziato lo stesso arcivescovo. «Anche nel nostro territorio – ha detto l'arcivescovo nella messa di Pasqua – ci sono tante persone che abbandonano la Chiesa, perché ritengono che non possa offrire alcunché di significativo e importante. A tanta gente la Chiesa appare troppo lontana dai loro problemi, troppo estranea alle loro inquietudini, troppo fredda nei loro confronti, prigioniera dei suoi linguaggi rigidi, incapace di rispondere alle nuove domande, perché disporrebbe di risposte buone per i bambini, ma vuote per gli adulti». Il problema esiste. La frequenza degli oristanesi alle celebrazioni liturgiche, uguale se non superiore alle medie nazionali e regionali, tranquillizza, ma la preoccupazione del vescovo rimane. «Questo fatto ci può anche consolare, ma non ci esime – dice monsignor Sanna – dal rinnovato impegno per educare la domanda religiosa della gente e a dare risposte giuste e motivazioni valide».
Il metodo da adottare è indicato da papa Francesco. «Non dobbiamo restare a custodire le poche pecorelle dell'ovile – dice il vescovo – ma uscire e cercare e trovare tutte quelle che sono fuori e capire perché sono distanti». Per Sanna «si può e si deve cambiare. Ho trovato molte risorse umane e spirituali», che vanno valorizzate, per dare smalto e fantasia alla testimonianza di fede dei cristiani.
Il presule ha scritto a tutti i sacerdoti per chiedere suggerimenti su quali forme di collaborazione parrocchiali siano possibili e con quali eventuali accorpamenti di parrocchie si affronti l'attuale mancanza di clero. «Sono convinto – dice Ignazio Sanna – che se superiamo la tentazione dell'individualismo pastorale e troviamo forme strutturali di collaborazioni nel campo della catechesi, della pastorale giovanile, della carità, riusciamo a mantenere viva la fede in Dio e comunicare la gioia e la novità del Vangelo». L'arcivescovo è già partito per una nuova animazione cristiana della diocesi: una ventiquattr'ore in tutte le 85 parrocchie della diocesi, la prima a Gadoni.
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