Un’occasione per scoprire i tesori della città
Monumenti aperti va in archivio con 18mila presenze: una casa privata tra i siti più visitati
ORISTANO. C’è una particolarità nel successo di Monumenti aperti edizione 2017: tra Cattedrali e musei, tra palazzi e torri, nella ideale top five delle visite e dell’interesse c’è una casa privata: quella del farmacista Romolo Nurra, con annesso laboratorio, che si affaccia sul Corso Umberto, la “Via Dritta” degli oristanesi. Tra alambicchi e mobili d’epoca, tra complementi d’arredo e grammofoni, i ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Grazia Deledda” hanno guidato gli ospiti alla scoperta di una Oristano ai più sconosciuta. E sono stati tanti quelli che si sono messi pazientemente in fila. Almeno mille, ma forse sono stati anche di più. La parte del leone, ancora una volta, l’ha fatta la Reggia degli Arborea, che da quando è stata aperta per la manifestazione, dopo il trasferimento della casa circondariale a Massama, attira sempre una gran folla di curiosi. Quest’anno 1600 hanno firmato i registri, ma secondo gli operatori scolastici e i volontari presenti, le persone sono state molte di più, visto che in tanti non firmano il registro.
L’Antiquarium arborense ha toccato 1272 presenze certificate e il Seminario Tridentino le 1100. Mille presenze, o forse più, per il Museo diocesano, la Casa e il laboratorio del farmacista Romolo Nurra, l’Archivio storico comunale che a Palazzo degli Scolopi ha ospitato la mostra degli antichi sigilli restaurati, e le carceri ecclesiastiche.
Tra le iniziative collaterali molto apprezzate la mostra fotografica “La luce delle Clarisse” nel Monastero di Santa Chiara, la presentazione del libro “S’unda manna” a cura di Mauro Solinas, dell’assessorato alla Cultura e dell’Archivio storico del Comune e la mostra sul “Sacro nelle opere di Antonio Corriga” al Museo diocesano arborense.
«Per la nona edizione oristanese della manifestazione, Monumenti aperti ha sfondato il muro delle 18 mila presenze - ricorda una nota del Comune -. Un successo straordinario che conferma la bontà di una formula ormai consolidata che consente alla città di mettere in mostra i suoi più grandi tesori». Sedicimila le presenze certificate dalle firme nei registri presenti in ognuno dei 58 siti culturali aperti, ma, conteggiando i visitatori che non hanno firmato, la stima conferma e probabilmente supera quella delle edizioni più fortunate.
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