obiettivo 2020
Città della Cultura, Oristano si candida
ORISTANO. Il Comune ha deciso di presentare la candidatura di Oristano a “Capitale italiana della cultura 2020”. La Giunta Tendas ha deliberato di presentare la domanda di ammissione: i termini...
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ORISTANO. Il Comune ha deciso di presentare la candidatura di Oristano a “Capitale italiana della cultura 2020”. La Giunta Tendas ha deliberato di presentare la domanda di ammissione: i termini scadono mercoledì prossimo. Così dopo il successo dell’edizione 2016 per cui era stata scelta Mantova, probabilmente destinato a ripetersi quest’anno con Pistoia e in vista dell’edizione 2018 assegnata a Palermo, e di quella 2019 a Matera, ora è tempo di scelte per il futuro. I Comuni possono presentare una manifestazione di interesse, sottoscritta dal sindaco, riportando i dati richiesti dalle linee guida allegate al bando.
«Si apre un’altra sfida appassionante – aveva detto il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – per divenire nel 2020 la prossima Capitale italiana della cultura. Le comunità sono così chiamate a sviluppare una visione di sé capace di far leva sul proprio patrimonio culturale, creativo e paesaggistico per promuovere una crescita sostenibile del territorio. Una competizione virtuosa che ha già coinvolto decine di città stimolando idee e progettualità».
L’iniziativa punta «a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura» per fare in modo che «venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l'integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo».
Possono partecipare al Bando i Comuni, le Unioni di Comuni e le Città metropolitane che non abbiano partecipato alla selezione per la Capitale Italiana della Cultura 2018.
La selezione della candidatura avviene secondo questi criteri: coerenza del progetto rispetto alle finalità di legge e alle altre iniziative di valorizzazione del territorio, efficacia del progetto come azione culturale diretta al rafforzamento della coesione e dell'inclusione sociale; previsione di forme di co-finanziamento pubblico e privato, condivisione progettuale con altri enti territoriali e con soggetti pubblici e privati portatori di interesse presenti sul territorio, innovatività e capacità delle soluzioni proposte di fare uso di nuove tecnologie, capacità del progetto di incrementare l'attrattività turistica del territorio, realizzazione di opere e infrastrutture di pubblica utilità destinate a permanere sul territorio.
«Si apre un’altra sfida appassionante – aveva detto il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – per divenire nel 2020 la prossima Capitale italiana della cultura. Le comunità sono così chiamate a sviluppare una visione di sé capace di far leva sul proprio patrimonio culturale, creativo e paesaggistico per promuovere una crescita sostenibile del territorio. Una competizione virtuosa che ha già coinvolto decine di città stimolando idee e progettualità».
L’iniziativa punta «a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura» per fare in modo che «venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l'integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo».
Possono partecipare al Bando i Comuni, le Unioni di Comuni e le Città metropolitane che non abbiano partecipato alla selezione per la Capitale Italiana della Cultura 2018.
La selezione della candidatura avviene secondo questi criteri: coerenza del progetto rispetto alle finalità di legge e alle altre iniziative di valorizzazione del territorio, efficacia del progetto come azione culturale diretta al rafforzamento della coesione e dell'inclusione sociale; previsione di forme di co-finanziamento pubblico e privato, condivisione progettuale con altri enti territoriali e con soggetti pubblici e privati portatori di interesse presenti sul territorio, innovatività e capacità delle soluzioni proposte di fare uso di nuove tecnologie, capacità del progetto di incrementare l'attrattività turistica del territorio, realizzazione di opere e infrastrutture di pubblica utilità destinate a permanere sul territorio.
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