La Nuova Sardegna

Oristano

«Collaborare con i privati per il rilancio della città» 

di Roberto Petretto
«Collaborare con i privati per il rilancio della città» 

Un masterplan per il turismo a Torregrande, sgravi fiscali per il centro storico La città dopo 5 anni di mia amministrazione? Unita e proiettata allo sviluppo

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ORISTANO. Andrea Lutzu è il candidato della coalizione di centrodestra, sostenuto da 5 liste: Forza Italia, Fortza paris, Fratelli d'Italia, Un'altra Oristano, Riformatori.
Sindaci senza risorse: come affronterete il problema se vincerete le elezioni?
«È la verità. Il futuro sindaco non avrà la bacchetta magica. Quindi è inutile fare promesse che non si possono mantenere. Il prossimo sindaco dovrà sfruttare tutti gli strumenti a sua disposizione. Cercare di incentivare la ricerca di finanziamenti europei, avere rapporti con il credito sportivo, con la banca europea e con tutti gli istituti dai quali possono arrivare finanziamenti. E fare un po’ la voce grossa con la Regione per tutta una serie di politiche che ci hanno visto penalizzate. Bisogna motivare i dipendenti e i dirigenti, per snellire la burocrazia. I soldi sono pochi e vanno spesi in fretta».
Ha insistito molto sul Masterplan per Torregrande. Di che si tratta?
«Uno strumento urbanistico snello, un piano strategico che si integra con Pul e Puc per rendere operativo tutto lo sviluppo turistico di Torregrande. Cercando di incentivare le politiche dei privati, con condivisione e progettazione. Parliamo del lungomare da Torregrande al porticciolo? L’opera pubblica è in carico al Comune, ma devono sorgere una serie di attività turistiche e commerciali, che possono sorgere solo con l’interesse dei privati. Il masterplan deve regolare e incentivare queste cose».
Asse tra Sa Rodia e Torregrande?
«È la questione dei famosi 10 milioni e mezzo di euro che qualcuno dice siano andati persi, qualcun altro che non ci siano mai stati. Al di là delle polemiche, l’idea è questa: Centro federale di Sa Rodia, piscina, nuovo palazzetto, cittadella sportiva: immaginiamo un percorso che unisca quest’area con il fiume e arrivi sino a Torregrande dove andrebbe potenziato l’impianto del tennis, valorizzati gli sport acquatici e poi il porticciolo. In questo asse tra sport, cultura e turismo si gioca il futuroElezioni comunali 2017».
Il porticciolo è un altro dei temi caldi...
«Dal novembre 2011 ci sono 5 milioni e 200mila euro che in sei anni nessuno è riuscito a spendere. Purtroppo il disastro è questo: se i fondi fossero stati spesi, probabilmente ora ne avremmo cercato e trovato degli altri. La lentezza è un danno per il porticciolo e per l’economia».
Spesso avete accusato la Giunta Tendas di scarsa condivisione. Voi cosa vi proponete di fare?
«Si sono dei consiglieri comunali, ci sono le commissioni, c’è la Giunta, ci sono i cittadini e la macchina amministrativa. Il gioco deve essere di squadra, mentre a me Guido è sembrato spesso un uomo solo al comando. Un esempio per tutti: il termodinamico. Oppure quando hanno approvato la variante al Piano urbanistico, forse l’atto più importante in questo settore, mentre l’opposizione era riunita in una stanza a discutere. La maggioranza è andata in aula e in nostra assenza ha votato la variante».
Che idee avete per l’aeroporto?
«La società è stata privatizzata. Il Comune può solo affiancare i privati che vogliono lavorare per lo scalo e per i cittadini di Oristano, Ci deve essere anche la stazione per l’antincendio, ma possiamo anche ipotizzare un low cost. L’aeroporto deve essere la porta d’accesso per il turismo a Oristano».
Torniamo al centro storico. Servono risorse anche qui...
«È vero, ma se già mettessimo i commercianti, i professionisti, le partite Iva in condizione di sopravvivere, sarebbe già un bel risultato. E questo si fa con una politica di incentivazione fiscale. Aver fatto un Piano particolareggiato e un Piano della mobilità monchi non serve. Se non affianchiamo delle politiche che diano sgravi fiscali, stiamo sbagliando tutto. Le serrande continueranno a chiudersi».
Tra le critiche che avete mosso c’è quella per lo scarso decoro della città. Eppure anche in passato la città non è sempre stata un giardino fiorito. Ci sono delle difficoltà oggettive?
«È vero, anche in passato nessuno ha avuto la bacchetta magica. Però bisogna darsi un ordine di priorità. Vedo le ceramiche nel centro, sono bellissime. Ma spendere soldi per queste bellissime ceramiche e poi intorno ci sono delle altre situazioni di emergenza, allora le scelte possono essere discutibili. Il prossimo sindaco non avrà la bacchetta magica, ma ci vorranno delle priorità».
La questione del personale: attuerete la rotazione dei dirigenti?
«Sulla politica dell’anticorruzione e della rotazione di dirigenti e funzionari ho la mia idea: le leggi si rispettano, ma le leggi possono anche essere utilizzate con buon senso. È inutile ruotare dei dirigenti per mandarli in posti dove non hanno competenze. Se sono funzionali alle esigenze dei cittadini, si facciano le rotazioni».
La squadra è pronta?
«Qualcosa in mente ce l’ho. Non porterò nessuno da fuori. Se i cittadini hanno scelto qualcuno è perché lo ritengono idoneo a governare quindi io ne terrò conto. Poi ci voglio anche attitudini. Se ci saranno queste condizioni ne terrò conto».
Tra cinque anni, come vede Oristano alla fine di una ipotetica amministrazione Lutzu?
«Spero di vedere una città non divisa, che sul sociale sia un po’ più tranquilla, con più serrande di negozi aperte, con lo sviluppo turistico avviato che porti economia e sviluppo. Sarà difficile farlo in cinque anni. Il periodo ideale sarebbe quello di due mandati».

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