LA VERTENZA
Comune: Rsu e Usb proclamano lo stato di agitazione
ORISTANO. Dipendenti comunali sul piede di guerra, con la proclamazione dello stato di agitazione dopo un infruttuoso incontro in Prefettura. Le Rsu e il sindacato Usb regionale, che nei giorni...
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ORISTANO. Dipendenti comunali sul piede di guerra, con la proclamazione dello stato di agitazione dopo un infruttuoso incontro in Prefettura. Le Rsu e il sindacato Usb regionale, che nei giorni scorsi avevano chiesto l'apertura di un'indagine sull'utilizzo delle risorse alla Procura della Repubblica di Oristano, alla Corte dei Conti, al Servizio ispettivo e a quell anti corruzione del Ministero dell'Economia e delle finanze»Mef, Servizio Ispettivo finanza pubblica», hanno tenuto un’assemblea con il personale. Lo scontro si fa ancora più duro, dopo che l’incontro con il prefetto si è risolto con un nulla di fatto. L’amministrazione uscente infatti non ha dato mandato di conciliazione. Vi è stato proprio un muro contro muro.
Al primo punto all’ordine del giorno è stato illustrato il percorso fatto dalle Rsu Usb, all’interno dell’Ente fino ad oggi. Un percorso fatto e improntato sulla democrazia e la partecipazione del personale dipendente. Fattore completamente assente negli ultimi anni. Infatti le lavoratrici e lavoratori si sono sempre trovati con accordi o impegni presi da altre organizzazioni sindacali senza mai concludersi con un voto democratico o un referendum.
Il secondo punto all’ordine del giorno è stato quello maggiormente dibattuto. Infatti si è parlato sulla ripartizione delle risorse decentrate dove pur mantenendo fermi gli istituti contrattuali, l’assemblea ha espresso con voto unanime il disappunto anche perché vi è il sospetto di una inappropriata attribuzione di alcune indennità. Argomento sul quale si è incardinata la comunicazione di ipotesi dei reato trasmessa anche alla Guardia di Finanza.
Alla protesta dell’Usb si è unita la Rsu della FpCgil.
L’assemblea, quindi, oltre ad aver deciso di proclamare lo stato di agitazione, ha anche stabilito di rendere note all’opinione pubblica a alle forze politiche le ragioni del disagio, anche attraverso forme di partecipazione visiva come cartelli, bandiere e striscioni.
L’assemblea ha anche deciso di chiedere formalmente a tutte le Rsu e le organizzazioni sindacali l’indizione di un referendum sul contratto decentrato.
Nei prossimi giorni ci saranno altri incontri per concretizzare al meglio le azioni di protesta.
Al primo punto all’ordine del giorno è stato illustrato il percorso fatto dalle Rsu Usb, all’interno dell’Ente fino ad oggi. Un percorso fatto e improntato sulla democrazia e la partecipazione del personale dipendente. Fattore completamente assente negli ultimi anni. Infatti le lavoratrici e lavoratori si sono sempre trovati con accordi o impegni presi da altre organizzazioni sindacali senza mai concludersi con un voto democratico o un referendum.
Il secondo punto all’ordine del giorno è stato quello maggiormente dibattuto. Infatti si è parlato sulla ripartizione delle risorse decentrate dove pur mantenendo fermi gli istituti contrattuali, l’assemblea ha espresso con voto unanime il disappunto anche perché vi è il sospetto di una inappropriata attribuzione di alcune indennità. Argomento sul quale si è incardinata la comunicazione di ipotesi dei reato trasmessa anche alla Guardia di Finanza.
Alla protesta dell’Usb si è unita la Rsu della FpCgil.
L’assemblea, quindi, oltre ad aver deciso di proclamare lo stato di agitazione, ha anche stabilito di rendere note all’opinione pubblica a alle forze politiche le ragioni del disagio, anche attraverso forme di partecipazione visiva come cartelli, bandiere e striscioni.
L’assemblea ha anche deciso di chiedere formalmente a tutte le Rsu e le organizzazioni sindacali l’indizione di un referendum sul contratto decentrato.
Nei prossimi giorni ci saranno altri incontri per concretizzare al meglio le azioni di protesta.
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