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Oristano

A Baratili la sfida a due è sui programmi 

A Baratili la sfida a due è sui programmi 

Giampaolo Enna e Alberto Pippia si confronteranno domani per la poltrona di primo cittadino

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BARATILI. Proseguire nell’opera già avviata, presupposto essenziale per creare condizioni di crescita per il paese, «perché un programma amministrativo non è un libro dei sogni», scrive Giampaolo Enna, candidato sindaco per la lista “Uniti per Baratili”.

I due candidati alle amministrative che domani eleggeranno il primo cittadino del centro del Campidano, si sfidano comunque sui programmi.

In comune ci sono i bisogni, le differenze solo nel modo per raggiungere i risultati. Spazio dunque per un progetto finalizzato a dare risposte ai bisogni dei cittadini che passi dallo sviluppo e creazione di nuove opportunità di lavoro ai servizi pubblici più efficienti e tempestivi per tutti; dalla cura dell’ambiente urbano alla riduzione delle imposte locali, compatibilmente con l’esigenza di mantenere efficienti i servizi erogati sino alla stimolazione della coscienza civica perché si sviluppi maggiormente il senso di socialità e di impegno comune verso le iniziative pubbliche e private. «Per raggiungere gli obiettivi – dice Enna – dobbiamo contare e investire sulle risorse presenti nel nostro territorio, cercando di sviluppare le sue potenzialità». Obiettivi che saranno perseguiti attraverso due aspetti: progetto territoriale e progetto umano.

Alberto Pippia, candidato sindaco con la lista “Baratili San Pietro Progetto Comune”, ha predisposto un programma che si articola in 9 punti: sociale; giovani; lavoro; riqualificazione urbana; ambiente e energia; sport; trasparenza amministrativa; cultura; turismo. «Baratili San Pietro progetto Comune – spiega Pippia – significa che tutti hanno il diritto dovere di partecipare alla vita amministrativa in modo attivo per la costruzione della “casa comune”. Il nostro programma – conclude il candidato sindaco – si articola in pochi punti essenziali, senza la pretesa di realizzare opere faraoniche, e intende partire dall’esistente, cercando di migliorarne l’architettura, per rendere la “Casa Comune” funzionale e gradevole, dando ai cittadini i migliori servizi, garantendo loro un’esistenza dignitosa». Piero Marongiu

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