Apparentamento, trattative senza possibilità di successo
ORISTANO. Tutti a caccia di voti, ma guai a pronunciare la parola apparentamento. Per i due candidati sindaco è un’ipotesi che non sta in piedi e il mantra viene ripetuto anche da chi ha tessuto da...
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ORISTANO. Tutti a caccia di voti, ma guai a pronunciare la parola apparentamento. Per i due candidati sindaco è un’ipotesi che non sta in piedi e il mantra viene ripetuto anche da chi ha tessuto da dietro le quinte per la costituzione delle coalizioni. L’unico pacchetto disponibili – ma sarà davvero così? – è quello della coalizione centrista e indipendentista che ha sostenuto Vincenzo Pecoraro. Tutti gli altri hanno chiuso bottega da tempo e lasciato liberi i loro elettori. Da Capitale Oristano, Coraggio e Libertà e Movimento 5 Stelle non è arrivata alcuna indicazione di voto, così ciascuno sceglierà in base alla propria preferenza tra Maria Obinu e Andrea Lutzu. Sempre che quegli stessi non decidano che la giornata meriti più un passaggio in spiaggia che ad uno dei trentasei seggi elettorali pronti a riaprire domenica 25 giugno.
Il problema per i centristi sta nel fatto che né il centrodestra né il centrosinistra sembrano disposti a siglare accordi ufficiali che ovviamente si porterebbero con sé conseguenze anche sull’assetto del consiglio comunale e della giusta che verrà. Un apparentamento ufficiale, possibile sino a domenica mattina e da depositare con tanto di firme in Comune, consentirebbe all’Udc, al Partito dei Sardi e a Idee Rinnovabili di avere un consigliere in più rispetto a quanto abbia sancito il voto di domenica scorsa.
Questo non significa che le parti non stiano dialogando tra di loro, ma per orientare qualche centinaio di voti, gli stessi centristi pretendono che l’accordo venga sancito ufficialmente e non sia preso solo a parole. Tutto ciò rende più difficile che le parti vengano a patti come accadde nel 1994, quando l’apparentamento tra Mariano Scarpa e i reduci della Dci ormai polverizzata da Tangentopoli, camminarono a braccetto al secondo turno. In quell’occasione l’apparentamento portò i frutti sperati perché si registrò la conseguente sconfitta del centrodestra già targato Forza Italia. Andò male invece all’unione tra centrosinistra e centro nel 2008, quando Angela Nonnis prevalse comunque sull’apparentato Marino Marchi. (e.c.)
Il problema per i centristi sta nel fatto che né il centrodestra né il centrosinistra sembrano disposti a siglare accordi ufficiali che ovviamente si porterebbero con sé conseguenze anche sull’assetto del consiglio comunale e della giusta che verrà. Un apparentamento ufficiale, possibile sino a domenica mattina e da depositare con tanto di firme in Comune, consentirebbe all’Udc, al Partito dei Sardi e a Idee Rinnovabili di avere un consigliere in più rispetto a quanto abbia sancito il voto di domenica scorsa.
Questo non significa che le parti non stiano dialogando tra di loro, ma per orientare qualche centinaio di voti, gli stessi centristi pretendono che l’accordo venga sancito ufficialmente e non sia preso solo a parole. Tutto ciò rende più difficile che le parti vengano a patti come accadde nel 1994, quando l’apparentamento tra Mariano Scarpa e i reduci della Dci ormai polverizzata da Tangentopoli, camminarono a braccetto al secondo turno. In quell’occasione l’apparentamento portò i frutti sperati perché si registrò la conseguente sconfitta del centrodestra già targato Forza Italia. Andò male invece all’unione tra centrosinistra e centro nel 2008, quando Angela Nonnis prevalse comunque sull’apparentato Marino Marchi. (e.c.)
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