La Nuova Sardegna

Oristano

Da Torregrande al centro, dieci priorità per il sindaco 

di Enrico Carta
Da Torregrande al centro, dieci priorità per il sindaco 

A meno di una settimana dal ballottaggio ecco le principali urgenze della città Domani alle 21 in piazza Eleonora il confronto tra Maria Obinu e Andrea Lutzu

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ORISTANO. Dieci cose da fare, posson bastare. Mentre la campana di mezzogiorno suona i suoi rintocchi nel momento in cui le porte dell’ufficio elettorale del Comune si chiudono definitivamente senza apparentamenti tra vincenti e sconfitti del primo turno, la campagna elettorale proseguirà per tutta la settimana a suon di dibattiti e confronti tra i due candidati sindaco. La Nuova Sardegna organizza il suo martedì alle 21 in piazza Eleonora sulle scalinate del Municipio. Sarà un confronto alla vecchia maniera, tra i due sfidanti Andrea Lutzu e Maria Obinu. Di fronte a loro, oltre alle domande, c’è una serie di temi già in parte affrontati durante queste settimane di ampie discussioni, ma che dovranno caratterizzare i primissimi mesi di amministrazione. Sono insomma le priorità per chi domenica uscirà trionfante dalle urne. Ne abbiamo individuato dieci, numero simbolico.

1/Armonia cittadina. La prima cosa da fare sarà ritrovare la coesione in città. La frammentazione estrema del voto ha chiarito sin dal primo turno che il quadro cittadino è alquanto diviso. Sei candidati sindaco, sei idee (non tutte troppo diverse) di immaginare la città che chi indosserà la fascia tricolore si troverà di fronte. Sarà necessario che sia più armonica e unita nei rapporti personali e politici perché le spaccature eccessive degli ultimi tempi alla fine hanno logorato un po’ tutti.

2/Oristano Est. È il lascito positivo della giunta Tendas. Sulla periferia Est graviteranno circa 54 milioni di euro di cui la metà transiteranno per le casse del Comune. Il grande progetto di riqualificazione urbano sta muovendo i primi passi. I soldi sono subito disponibili, ma c’è da correre in maniera più che rapida perché lungaggini o inciampi potrebbero portare al deleterio risultato di perdere parte di quei soldi o comunque di rallentare il percorso dei numerosi progetti che incideranno in maniera netta sul futuro della città.

3/Torregrande. I lavori al porticciolo turistico sono ovviamente la prima cosa che viene in mente, ma il prossimo sindaco assieme alla giunta avrà il gravoso compito di vigilare sull’andamento dei lavori al progetto turistico immobiliare della Ivi e fare in modo da vederlo concluso prima possibile. In questo caso la collaborazione tra amministrazione pubblica e imprenditore privato dovrà essere massima. Al di là di ciò che già è in programma, non sarebbe affatto male se da palazzo degli Scolopi arrivasse finalmente un input decisivo sul futuro della borgata marina. Non sarebbe male che si capisse in che direzione deve andare lo sviluppo di essa.

4/Rete urbana. Con la Provincia ancora nel limbo, Oristano ha perso un po’ quel ruolo di capofila del territorio che aveva avuto nel recente passato. Guido Tendas ci ha provato con l’istituzione della Rete Urbana a seguito dell’attribuzione delle caratteristiche di Città Media a Oristano, ma anche questo progetto di riforma degli enti locali è stato fermato dalle incertezze regionali.

5/Mobilità. Al punto precedente, ma anche alla questione del polo intermodale e quindi di Oristano Est, si riallaccia l’intero piano della mobilità. Come nelle scatole cinesi, all’interno di esso c’è un altro problema da affrontare: quello del trasporto pubblico urbano da sempre criticato perché vedere gli autobus vuoti per molte ore al giorno non fa un bell’effetto.

6/Centro Storico. Cuore della città un po’ in disuso. Conta sempre meno abitanti e problemi di vivibilità che in trent’anni non hanno fatto altro che acuirsi. C’è poi il problema delle troppe case disabitate e di quelle semi diroccate. È davvero in grado di incidere in quest’ambito l’amministrazione comunale?

7/Palazzetto dello sport. Forse già entro un anno, il Comune si ritroverà a dover affrontare il nodo della gestione del mega palazzetto dello sport che sta nascendo a Sa Rodia. Potrà ospitare diverse centinaia di persone per eventi di notevole portata. Per molti è inutile e troppo costoso, per altri è un’infrastruttura da trasformare in opportunità. Sarà solo una cattedrale nel deserto?

8/Monumenti aperti. Un solo week end all’anno è un po’ poco. Da sempre Oristano deve fare i conti con il problema dei monumenti non visitabili. La maggior parte sono di proprietà della curia per cui è necessario avviare un dialogo e trovare quell’accordo che non è mai arrivato per una gestione che sia fruttuosa e culturalmente importante. Il patrimonio da mostrare ai turisti è notevole, bisogna “solo” renderlo fruibile. Contemporaneamente non vanno dimenticate le recenti (ri)scoperte della città sotterranea, altra miniera di cultura, storia, identità (e soldi?).

9/Urbanistica. Il Piano urbanistico comunale ha scommesso molto sulle lottizzazioni. Contemporaneamente ha però creato delle situazioni di svantaggio per chi non vuole o non ha le possibilità economiche per costruire. L’istituzione delle zone C2RU, un tempo agricole e oggi edificabili purché in presenza di lottizzazioni, si scontra o con l’impossibilità di riunire assieme il minimo necessario di metri quadri per rendere edificabili i terreni o con i vincoli idrogeologici che bloccano alcune lottizzazioni. Nel frattempo è salita inevitabilmente l’aliquota dell’Imu anche senza edificazione. Problema non da poco e di non facile soluzione.

10/Dirigenti comunali. Inutile negarlo, la giunta Tendas ha pagato anche il cattivo rapporto con una parte della macchina amministrativa. Il rapporto fiduciario è indispensabile, intanto però la sbandierata e non attuata rotazione dei dirigenti verrà ignorata ancora una volta? È una decisione che sarà ancora una volta rinviata a data da destinarsi?

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