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Oristano

Riola, un rogo di origine dolosa 

Riola, un rogo di origine dolosa 

Oltre 35 ettari andati in fumo, danni consistenti ai campi e alle coltivazioni

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RIOLA SARDO. Non ci sarebbe solo la mano di Caronte nell’incendio che ieri ha devastato le campagne tra Riola, Nurachi e Baratili San Pietro ma, nonostante al momento non ci siano conferme, anche quella di qualche criminale. Circa 35 ettari di campi coltivati a grano, terreni adibiti a pascolo e perfino un oliveto, sono stati inghiottiti dalle fiamme che hanno lambito anche alcune abitazioni all’ingresso del paese. Il lavoro di anni, andato in fumo nel volgere di poche ore.

Ieri mattina, mentre si faceva la conta dei danni, c’era rabbia tra la gente. Nessuno però se l’è presa con la macchina antincendio messa in campo dalla Regione. Ad essere messa in discussione semmai è l’esiguità dei mezzi disponibili: troppo pochi per far fronte alla follia criminale di chi, anziché amarla e proteggerla, la propria terra la riduce in cenere ogni anno.

Lunedì scorso, al momento in cui è partito (pare da due punti diversi) il fuoco, il termometro segnava 41 gradi. Una temperatura che rendeva l’aria irrespirabile. Le fiamme si sono sprigionate nell’area di “Palagone” e da lì, alimentate da un leggero vento di scirocco, in pochi minuti sono arrivate fino alle prime case del paese. I primi ad intervenire sono stati i proprietari dei terreni e delle abitazioni a ridosso del fronte del fuoco e un gran numero di volontari. Poi una squadra della Forestale e subito dopo i Vigili del fuoco, con un’autobotte da 7mila litri e alcuni mezzi più piccoli.

Dopo poco è arrivato l’elicottero di stanza a Fenosu, che rientrava da un altro intervento. I getti della benna appesa all’Ecureuil si sono rivelati subito efficaci e dopo una ventina di lanci la situazione era sotto controllo. Ma la paura che le fiamme arrivassero alla cantina della vernaccia Carta è stata davvero tanta. Un gregge di pecore e altri animali, tra cui un cavallo, sono stati salvati grazie all’intervento, encomiabile, dei volontari che hanno lottato per fermare il fuoco con ogni mezzo. «I danni sono ingenti – spiega il sindaco di Riola Domenico Ari –. E potevano essere molto più gravi se il vento si fosse rafforzato». Intorno alle strade vicine e nelle cunette persone incivili buttano di tutto, dai wc in vetroceramica ai copertoni dismessi dalle auto e tanta plastica. Tutti materiali che, insieme alle sterpaglie secche che nessuno pensa di estirpare preventivamente, incendiandosi diventano vere e proprie torce, molto difficili da spegnere.

Piero Marongiu

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