La prefettura non ha fondi in venti senza stipendio
di Michela Cuccu
Da due mesi gli addetti alle pulizie delle caserme dei carabinieri lavorano gratis Il ministero degli Interni non ha “girato” le somme per saldare le spettanze
2 MINUTI DI LETTURA
ORISTANO. Tengono pulite le oltre trenta caserme dei carabinieri della provincia di Oristano, ma da due mesi lo fanno gratis. Niente stipendi e neppure rimborso delle spese per la benzina o il biglietto dell’autobus per i circa venti addetti che quotidianamente, anche se non retribuiti, devono recarsi sul posto di lavoro. La “Sikania Service”, impresa siciliana che a gennaio si è aggiudicata l’appalto, bandito dalla Prefettura, ha bloccato i pagamenti. La Prefettura, infatti, non salda le fatture.
La denuncia è delle organizzazioni sindacali della Cgil e Uil di categoria. In una nota, i sindacati riferiscono come i solleciti da parte dell’impresa non siano bastati e che nessuna risposta sia arrivata neppure ai solleciti delle due sigle sindacali: «La Prefettura non salda le fatture dallo scorso gennaio e l'impresa, raggiunto il rosso sul conto, ha dovuto bloccare gli stipendi», scrivono infatti Cgil e Uil che sottolineano come «nelle risoluzioni delle vertenze la Prefettura dovrebbe essere l'interlocutore terzo chiamato a fare da garante. In questo caso è il destinatario della vertenza».
Tutto sarebbe stato determinato dalla mancanza di fondi. Spiega Roberta Manca, segretario provinciale della Cgil: «Da quanto abbiamo appreso, il ministero degli Interni non ha ancora trasferito le risorse destinate all’appalto su un fondo dal quale la Prefettura deve attingere per i pagamenti delle fatture. Una situazione che è diventata insostenibile se si considera che il trasferimento che fino allo scorso anno, avveniva fra gennaio e febbraio, questa volta, e siamo già a luglio, non è ancora stato eseguito. Il risultato è che i dipendenti dell’impresa continuano a garantire il servizio e ad anticipare per le trasferte, cosa inaccettabile in ogni caso, ma ancor più se consideriamo che si tratta di contratti part time a pochissime ore, dunque parliamo di persone con un reddito bassissimo e non è difficile immaginare in che situazione di precarietà siano piombati se da due mesi non percepiscono neppure un centesimo di una paga già molto bassa».
Insomma, una situazione molto complicata, tenendo conto che a questo punto dovrebbe essere il Ministero ad intervenire con rapidità. Filcams Cgil e Uilt Uil, intanto, chiedono alla Prefettura l'immediato pagamento delle fatture per evitare ulteriori disagi per i lavoratori e le loro famiglie.
La denuncia è delle organizzazioni sindacali della Cgil e Uil di categoria. In una nota, i sindacati riferiscono come i solleciti da parte dell’impresa non siano bastati e che nessuna risposta sia arrivata neppure ai solleciti delle due sigle sindacali: «La Prefettura non salda le fatture dallo scorso gennaio e l'impresa, raggiunto il rosso sul conto, ha dovuto bloccare gli stipendi», scrivono infatti Cgil e Uil che sottolineano come «nelle risoluzioni delle vertenze la Prefettura dovrebbe essere l'interlocutore terzo chiamato a fare da garante. In questo caso è il destinatario della vertenza».
Tutto sarebbe stato determinato dalla mancanza di fondi. Spiega Roberta Manca, segretario provinciale della Cgil: «Da quanto abbiamo appreso, il ministero degli Interni non ha ancora trasferito le risorse destinate all’appalto su un fondo dal quale la Prefettura deve attingere per i pagamenti delle fatture. Una situazione che è diventata insostenibile se si considera che il trasferimento che fino allo scorso anno, avveniva fra gennaio e febbraio, questa volta, e siamo già a luglio, non è ancora stato eseguito. Il risultato è che i dipendenti dell’impresa continuano a garantire il servizio e ad anticipare per le trasferte, cosa inaccettabile in ogni caso, ma ancor più se consideriamo che si tratta di contratti part time a pochissime ore, dunque parliamo di persone con un reddito bassissimo e non è difficile immaginare in che situazione di precarietà siano piombati se da due mesi non percepiscono neppure un centesimo di una paga già molto bassa».
Insomma, una situazione molto complicata, tenendo conto che a questo punto dovrebbe essere il Ministero ad intervenire con rapidità. Filcams Cgil e Uilt Uil, intanto, chiedono alla Prefettura l'immediato pagamento delle fatture per evitare ulteriori disagi per i lavoratori e le loro famiglie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
