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Nuove norme su movida fuochi d’artificio e alcolici
di Simonetta Selloni
ORISTANO. Le regole per la gestione dei fuochi artificiali sono cambiate dal 5 luglio scorso. Ne devono prendere atto Comuni, comitati patronali, cittadini: senza scomodare il Ferragosto pirotecnico...
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ORISTANO. Le regole per la gestione dei fuochi artificiali sono cambiate dal 5 luglio scorso. Ne devono prendere atto Comuni, comitati patronali, cittadini: senza scomodare il Ferragosto pirotecnico di Berlusconi a Villa Certosa, spesso i fuochi d’artificio accompagnano anche semplici feste di compleanno.
Le nuove norme tutelano l’incolumità pubblica. Lo ha detto ieri il questore di Oristano Giovanni Aliquò che ha sottolineato come «la sicurezza non è solo relativa alle strade», anche se le disposizioni si integrano con la volontà che la voglia di festeggiare non si trasformi in tragedia. Per partire dai fuochi pirotecnici, le regole che i Comuni dovranno far rispettare riguardano le distanze di sicurezza dal punto in cui vengono sparati i fuochi. Diventano più restrittive e includono anche il controllo acustico, che non potrà superare i 120 decibel la cui verifica sarà in capo ai Comuni. Ammessi solo fuochi artificiali con una definita dicitura, si dovrà tenere conto delle condizioni del vento.
A proposito di decibel, andrà salvaguardato il diritto al riposo. «Vogliamo garantire sia i cittadini che le tante attività commerciali», ha detto Aliquò, ma è chiaro che una grammatica comune tra le diverse esigenze andasse individuata. Sul punto sono stati sensibilizzati i sindaci dei Comuni di Oristano, Santa Giusta, Cabras, Abbasanta. Le proteste per la movida arrivano al Centro operativo della questura, e infatti con il questore c’erano il responsabile delle Volanti, Salvatore Frenda, il direttore del Caip di Abbasanta Antonio Pigozzi, e il dirigente della Polstrada Roberto Piredda. La “stretta” riguarda anche la vendita degli alcolici: oltre le 23 vietati i superalcolici, oltre le 2 gli alcolici. A Oristano sono operative altre quattro pattuglie in moto con due agenti ciascuna, che arrivano dal Caip di Abbasanta, per un più agevole controllo del centro città e delle località balneari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le nuove norme tutelano l’incolumità pubblica. Lo ha detto ieri il questore di Oristano Giovanni Aliquò che ha sottolineato come «la sicurezza non è solo relativa alle strade», anche se le disposizioni si integrano con la volontà che la voglia di festeggiare non si trasformi in tragedia. Per partire dai fuochi pirotecnici, le regole che i Comuni dovranno far rispettare riguardano le distanze di sicurezza dal punto in cui vengono sparati i fuochi. Diventano più restrittive e includono anche il controllo acustico, che non potrà superare i 120 decibel la cui verifica sarà in capo ai Comuni. Ammessi solo fuochi artificiali con una definita dicitura, si dovrà tenere conto delle condizioni del vento.
A proposito di decibel, andrà salvaguardato il diritto al riposo. «Vogliamo garantire sia i cittadini che le tante attività commerciali», ha detto Aliquò, ma è chiaro che una grammatica comune tra le diverse esigenze andasse individuata. Sul punto sono stati sensibilizzati i sindaci dei Comuni di Oristano, Santa Giusta, Cabras, Abbasanta. Le proteste per la movida arrivano al Centro operativo della questura, e infatti con il questore c’erano il responsabile delle Volanti, Salvatore Frenda, il direttore del Caip di Abbasanta Antonio Pigozzi, e il dirigente della Polstrada Roberto Piredda. La “stretta” riguarda anche la vendita degli alcolici: oltre le 23 vietati i superalcolici, oltre le 2 gli alcolici. A Oristano sono operative altre quattro pattuglie in moto con due agenti ciascuna, che arrivano dal Caip di Abbasanta, per un più agevole controllo del centro città e delle località balneari.
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