Dopo i roghi nei campi si contano i danni
Santa Giusta, il racconto di chi ha visto la propria casa minacciata dall’incendio di lunedì pomeriggio
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SANTA GIUSTA. Mani criminali mosse da sciacalli senza onore stanno riducendo la Sardegna a un immenso braciere che rende l’aria irrespirabile. Gli ettari bruciati fino a questo momento sono migliaia, e il numero cresce di ora in ora; come i danni ingentissimi alle aziende agricole e zootecniche, ancora tutti da stimare. Il fuoco che ha interessato il territorio santagiustese lunedì pomeriggio, partito da più punti, è arrivato fino alle prime case nella via Luigi Garau. “Sono stati attimi di grande paura - ha detto Celestino Pirastu, che insieme ad altri abitanti della via Garau ha cercato di spegnere le fiamme con la pompa utilizzata per innaffiare il giardino - quando le fiamme hanno avvolto una pianta di Eucalipto che si trova a poche decine di metri da casa mia e in un attimo si sono levate altissime. Abbiamo fatto quello che potevamo per fermarle, ma il forte vento rendeva l’aria infuocata e diventava impossibile avvicinarsi al fronte dell’incendio”.
Uno dei focolai sembrerebbe partito dalla zona di “Sattiamenta”, vicino allo stagno di “Pauli Majore”, un sito di interesse comunitario (Sic) dove nidificano molte specie di volatili protetti, e ha interessato ben presto una parte del canneto, terreni adibiti a pascolo, alcune vigne e anche qualche oliveto. Tutto andato in fumo nello spazio di un paio d’ore.
Alla fine gli ettari percorsi dal fuoco sono stati una cinquantina, all’interno dei quali si trovano anche diverse aziende agricole, per fortuna risparmiate dalle fiamme. «È stata una giornata devastante per il nostro territorio - ha detto il sindaco Antonello Figus -. Il fuoco è arrivato a lambire alcune case, mettendo in serio pericolo l’incolumità degli abitanti. Le fiamme si sono potute sviluppare anche perché, nonostante l’ordinanza del Comune che imponeva l’eradicazione delle erbacce, molti cortili non sono stati ripuliti e messi in sicurezza».
Le squadre del Corpo Forestale, di Forestas, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, sono intervenute immediatamente, con uomini e mezzi, ed grazie a loro e ai numerosi volontari che si sono adoperati per spegnere le fiamme se i danni sono stati limitati. Poco prima delle 19 è arrivato anche un elicottero, che ha effettuato una cinquantina di lanci sulle fiamme, mentre le squadre a terra provvedevano a contrastarle con l’acqua delle autobotti per mettere in sicurezza i focolai, monitorati anche nelle ore notturne. Le fiamme però sono ripartite nella prima mattinata di ieri, rendendo ancora una volta necessario l’intervento dell’elicottero.
Piero Marongiu
Uno dei focolai sembrerebbe partito dalla zona di “Sattiamenta”, vicino allo stagno di “Pauli Majore”, un sito di interesse comunitario (Sic) dove nidificano molte specie di volatili protetti, e ha interessato ben presto una parte del canneto, terreni adibiti a pascolo, alcune vigne e anche qualche oliveto. Tutto andato in fumo nello spazio di un paio d’ore.
Alla fine gli ettari percorsi dal fuoco sono stati una cinquantina, all’interno dei quali si trovano anche diverse aziende agricole, per fortuna risparmiate dalle fiamme. «È stata una giornata devastante per il nostro territorio - ha detto il sindaco Antonello Figus -. Il fuoco è arrivato a lambire alcune case, mettendo in serio pericolo l’incolumità degli abitanti. Le fiamme si sono potute sviluppare anche perché, nonostante l’ordinanza del Comune che imponeva l’eradicazione delle erbacce, molti cortili non sono stati ripuliti e messi in sicurezza».
Le squadre del Corpo Forestale, di Forestas, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, sono intervenute immediatamente, con uomini e mezzi, ed grazie a loro e ai numerosi volontari che si sono adoperati per spegnere le fiamme se i danni sono stati limitati. Poco prima delle 19 è arrivato anche un elicottero, che ha effettuato una cinquantina di lanci sulle fiamme, mentre le squadre a terra provvedevano a contrastarle con l’acqua delle autobotti per mettere in sicurezza i focolai, monitorati anche nelle ore notturne. Le fiamme però sono ripartite nella prima mattinata di ieri, rendendo ancora una volta necessario l’intervento dell’elicottero.
Piero Marongiu
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