IL FUTURO
«Risultati spettacolari» I possibili scenari turistici
ORISTANO. Parla di «amicizia, cooperazione, patrimonio comune del Mediterraneo» Mounir Fantar, dell’Istitut National du Patrimoine di Tunisi, nell’illustrare i risultati di una campagna che si è...
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ORISTANO. Parla di «amicizia, cooperazione, patrimonio comune del Mediterraneo» Mounir Fantar, dell’Istitut National du Patrimoine di Tunisi, nell’illustrare i risultati di una campagna che si è sviluppata nella prima quindicina di luglio, ma che affonda radici già nel 2009 con l’intesa preliminare siglata tra l’Inpp e il professor Piero Bartoloni di Sassari. «Risultati spettacolari», è l’affermazione di Ramondo Zucca, sull’onda di un entusiasmo che prelude già all’organizzazione della decima missione, nel mese di agosto, alla quale parteciperanno anche archeosismologi e geomorfologi subacquei per indagare gli aspetti legati al terremoto che decretò l’inabissamento della zona artigianale di Neapolis. E guarda con interesse agli possibili scenari di un grande parco archeologico terrestre e subacqueo, Zucca: come non pensare alle opportunità e di un turismo culturale e di qualità, una passeggiata – e una nuotata – tra testimonianze di un Mediterraneo allora vivo e fiorente di attività economiche e commerciali.
«La Scuola di specializzazione di Oristano, con il dottorato di ricerca, rappresenta la punta di diamante dell’alta formazione archeologica. La tecnologia applicata alla ricerca, con una sinergia internazionale è un aspetto molto importante che si coglie a Oristano», ha detto Marco Milanese, direttore del Dipartimento di Storia, scienze dell’Uomo e della formazione dell’Università di Sassari. Questa forte connotazione internazionale sembra essere la chiave di volta per capire l’attività dell’ateneo oristanese, che, oltre ai professori Raimondo Zucca e Pier Giorgio Spano, ha coinvolto nella “missione Neapolis” Claudia Cappuccino, Anna Lucia Corona, Roberto De Addis, Sara Lai.(simonetta selloni)
«La Scuola di specializzazione di Oristano, con il dottorato di ricerca, rappresenta la punta di diamante dell’alta formazione archeologica. La tecnologia applicata alla ricerca, con una sinergia internazionale è un aspetto molto importante che si coglie a Oristano», ha detto Marco Milanese, direttore del Dipartimento di Storia, scienze dell’Uomo e della formazione dell’Università di Sassari. Questa forte connotazione internazionale sembra essere la chiave di volta per capire l’attività dell’ateneo oristanese, che, oltre ai professori Raimondo Zucca e Pier Giorgio Spano, ha coinvolto nella “missione Neapolis” Claudia Cappuccino, Anna Lucia Corona, Roberto De Addis, Sara Lai.(simonetta selloni)
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