L’agonia del mercato: clienti in fuga per il caldo
di Michela Cuccu
Temperature proibitive in una parte della struttura provvisoria in via Cimarosa Solo l’area riservata alle pescherie ha l’impianto di climatizzazione che funziona
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ORISTANO. Al mercato comunale di via Cimarosa si fa la spesa passando in un nanosecondo dalla sauna al fresco. Non è un’opzione da beauty farm che è stata aggiunta per rendere lo spazio vendita più smart, ma piuttosto un incredibile disservizio che sta facendo patire gli operatori e fuggire i clienti.
Da mesi, infatti, gli operatori hanno segnalato al Comune il mal funzionamento dell’impianto di climatizzazione che funziona unicamente nel reparto pescheria. Per il resto della struttura, cioè dove sono collocati i box della frutta e verdura, delle macellerie, del pane e dei fiori, l’impianto è andato in tilt.
Così fra operatori sconsolati che si sventolano con un giornale e clienti (ma solo i più affezionati, dato che gli altri hanno scelto luoghi più confortevoli per fare gli acquisti) che battono i record di tutti i tempi di quella che sembra essere diventata una nuova disciplina sportiva, appunto la spesa in velocità, il mercato, almeno nella parte più “hot” è quasi un deserto.
Ieri mattina, alle 11, non c’era quasi più nessun cliente e la frutta, la verdura, la carne e il pane erano in buona parte rimasti invenduti. Il colmo se si considera che il sabato è tradizionalmente il giorno dedicato alla spesa. «Ovvio: con queste temperature non entra più nessuno. È un disastro», è il commento degli operatori che lamentano come l’assenza di climatizzazione stia comportando anche il deperimento di alcune merci, ad esempio, la verdura. «Teniamo le porte spalancate, sperando che circoli almeno un pochino d’aria – spiegava ieri mattina un’operatrice con il banco di fronte all’ingresso di servizio, riservato alle operazioni di carico e scarico –, ma con le temperature torride di questi giorni non c’è rimedio. E i clienti, girano alla larga da qua».
Qualcuno ha anche messo in atto strategie da emergenza, ad esempio, piazzando un ventilatore sui banchi, che inevitabilmente, anziché rinfrescare ha solo l’effetto di “sparare” folate di aria caldissima.
Non hanno molta voglia gli operatori di parlare con i giornalisti. Spiegano di essere stanchi di una situazione «così non si può lavorare», dicono. E poi aggiungono che il Comune ha promesso l’acquisto del nuovo impianto di climatizzazione che dovrebbe rendere la situazione più vivibile. «Ma qui – aggiungono – non si è visto ancora nulla e il caldo e l’afa imperversano fin dal momento dell’apertura». Qualcuno ricorda i tanti ritardi nell’avvio dei lavori di ristrutturazione del mercato di via Mazzini, dove mai come in questo periodo, non vedono l’ora di ritornare. «Però ci vorrà del tempo, più di quello che si prospettava e un’attesa così lunga – spiegano gli operatori – diventa ancora più faticosa da affrontare, soprattutto con questo disservizio».
E adesso tutti si augurano che davvero i nuovi climatizzatori possano essere installati presto. Anche per fermare l’emorragia di clienti che sta diventando sempre più copiosa.
Da mesi, infatti, gli operatori hanno segnalato al Comune il mal funzionamento dell’impianto di climatizzazione che funziona unicamente nel reparto pescheria. Per il resto della struttura, cioè dove sono collocati i box della frutta e verdura, delle macellerie, del pane e dei fiori, l’impianto è andato in tilt.
Così fra operatori sconsolati che si sventolano con un giornale e clienti (ma solo i più affezionati, dato che gli altri hanno scelto luoghi più confortevoli per fare gli acquisti) che battono i record di tutti i tempi di quella che sembra essere diventata una nuova disciplina sportiva, appunto la spesa in velocità, il mercato, almeno nella parte più “hot” è quasi un deserto.
Ieri mattina, alle 11, non c’era quasi più nessun cliente e la frutta, la verdura, la carne e il pane erano in buona parte rimasti invenduti. Il colmo se si considera che il sabato è tradizionalmente il giorno dedicato alla spesa. «Ovvio: con queste temperature non entra più nessuno. È un disastro», è il commento degli operatori che lamentano come l’assenza di climatizzazione stia comportando anche il deperimento di alcune merci, ad esempio, la verdura. «Teniamo le porte spalancate, sperando che circoli almeno un pochino d’aria – spiegava ieri mattina un’operatrice con il banco di fronte all’ingresso di servizio, riservato alle operazioni di carico e scarico –, ma con le temperature torride di questi giorni non c’è rimedio. E i clienti, girano alla larga da qua».
Qualcuno ha anche messo in atto strategie da emergenza, ad esempio, piazzando un ventilatore sui banchi, che inevitabilmente, anziché rinfrescare ha solo l’effetto di “sparare” folate di aria caldissima.
Non hanno molta voglia gli operatori di parlare con i giornalisti. Spiegano di essere stanchi di una situazione «così non si può lavorare», dicono. E poi aggiungono che il Comune ha promesso l’acquisto del nuovo impianto di climatizzazione che dovrebbe rendere la situazione più vivibile. «Ma qui – aggiungono – non si è visto ancora nulla e il caldo e l’afa imperversano fin dal momento dell’apertura». Qualcuno ricorda i tanti ritardi nell’avvio dei lavori di ristrutturazione del mercato di via Mazzini, dove mai come in questo periodo, non vedono l’ora di ritornare. «Però ci vorrà del tempo, più di quello che si prospettava e un’attesa così lunga – spiegano gli operatori – diventa ancora più faticosa da affrontare, soprattutto con questo disservizio».
E adesso tutti si augurano che davvero i nuovi climatizzatori possano essere installati presto. Anche per fermare l’emorragia di clienti che sta diventando sempre più copiosa.
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