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Minacce al rivale: armato di piccone assalta la sede del 118

Minacce al rivale: armato di piccone assalta la sede del 118

SIMAXIS. Urla, minacce, un’auto danneggiata e tanta paura. Ieri sera il servizio del 118 in via Temo è stato interrotto attorno alle 22 da una persona arrivata sino al presidio per regolare i conti...

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SIMAXIS. Urla, minacce, un’auto danneggiata e tanta paura. Ieri sera il servizio del 118 in via Temo è stato interrotto attorno alle 22 da una persona arrivata sino al presidio per regolare i conti con uno degli operatori che era in turno nella struttura. Dietro l’inquietante episodio ci sarebbe la gelosia che avrebbe scatenato le ire di Emilio Zucca, residente nella vicina borgata di San Quirico. Questi, dopo aver accertato che l’operatore era in servizio e forse anche dopo averlo pedinato sino a Simaxis, ha iniziato a urlare e inveire contro il suo bersaglio colpevole di frequentare l’ex moglie dell’aggressore. Ma Emilio Zucca non si è fermato alle grida e alle minacce di morte, perché poi ha scavalcato la recinzione ed è entrato nel cortile in cui ha sede il 118. Dopo di che ha tentato di sfondare il portoncino d’ingresso non riuscendoci proprio perché dall’interno il suo bersaglio ha fatto resistenza. Nel frattempo, mentre continuava lanciare le sue minacce, ha preso di mira l’auto dell’addetto spaccando uno dei cristalli con un piccone. Il tutto è durato una ventina di interminabili minuti, giusto il tempo di dare l’allarme e consentire ai carabinieri di arrivare sino a via Temo.

A quel punto gli uomini dell’Arma hanno iniziato una mediazione che si è conclusa non prima di un ulteriore tentativo di aggredire l’addetto che aveva appena aperto la porta su consiglio dei carabinieri. Emilio Zucca ha infatti provato nuovamente a divincolarsi, non riuscendo però nel suo intento. A quel punto, grazie anche all’intervento del figlio dell’aggressore, in via Temo la situazione è tornata quasi alla normalità. Emilio Zucca è stato riaccompagnato a casa dal figlio, mentre gli addetti del 118 ancora sotto choc per quanto accaduto hanno sospeso il loro turno su decisione della presidentessa Natalina Tanda. Nessuno degli operatori era infatti in condizione di garantire prestazioni in caso di necessità e fortunatamente non è stato necessario l’intervento dell’équipe nei movimentati minuti dell’aggressione.

Per Emilio Zucca, per il quale i carabinieri hanno ritenuto che non sussistessero le condizioni per l’arresto in flagranza, scatterà certamente la denuncia per minacce, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. (e.c.)

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