Plastica e carta la Provincia blocca l’impianto Coneco
di Enrico Carta ;
Lo stabilimento è stato fermato perché risulta non a norma Il rilascio della concessione risale al settembre scorso
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ORISTANO. A meno di un anno di distanza dal rilascio delle concessioni è già chiusura. La decisione di fermare l’attività futura dell’impianto di raccolta della carta e della plastica di via Bruxelles di proprietà della società Coneco è stata presa dal dirigente della Provincia, Alberto Cherchi, ed è frutto di una serie di inadempienze che sono state riscontrate nelle scorse settimane al termine di una serie di verifiche e di richieste.
La storia dell’impianto di via Bruxelles era iniziata nel settembre dello scorso anno, quando la stessa Provincia aveva rilasciato l’autorizzazione ambientale alla società cooperativa Scarl cui fa capo la Coneco. Aveva un compito semplicissimo e doveva cioè fare da punto di raccolta, di selezione e di preparazione al riciclo per la carta e per la plastica provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti di vari Comuni dell’Oristanese – tra questi non c’è il capoluogo –. All’impianto era stata assegnata una capacità di ben quindicimila tonnellate all’anno, ma il materiale da riciclare non può più imboccare la strada di via Bruxelles. La decisione presa dalla Provincia martedì e figlia della precedente richiesta inoltrata alla stessa Coneco di chiarire quale sia lo stato di attuazione dei lavori. Contemporaneamente lo stabilimento aveva ricevuto la visita dei vigili del fuoco chiamati a verificare le condizioni dell’impianto e il rispetto di una serie di osservanze legate soprattutto alla sicurezza. L’ispezione però ha rilevato una serie di inadempienze alle norme per la prevenzione degli incendi e così ha stabilito «il divieto di prosecuzione dell’attività fino all’adozione di specifiche immediate misure». Di fronte a questo doppio problema e al silenzio mantenuto dalla Coneco nei confronti della provincia è arrivata la determina che impone il semaforo rosso a qualsiasi attività fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dalla legge per lo stoccaggio dei rifiuti e per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
La ditta dovrà provare di aver risolto i problemi ospitando una nuova ispezione tecnica dei vigili del fuoco dalla quale dovrà poi eventualmente pervenire il via libera per la ripresa dei lavori di raccolta della carta e della plastica. Al momento però i motori restano spenti.
La storia dell’impianto di via Bruxelles era iniziata nel settembre dello scorso anno, quando la stessa Provincia aveva rilasciato l’autorizzazione ambientale alla società cooperativa Scarl cui fa capo la Coneco. Aveva un compito semplicissimo e doveva cioè fare da punto di raccolta, di selezione e di preparazione al riciclo per la carta e per la plastica provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti di vari Comuni dell’Oristanese – tra questi non c’è il capoluogo –. All’impianto era stata assegnata una capacità di ben quindicimila tonnellate all’anno, ma il materiale da riciclare non può più imboccare la strada di via Bruxelles. La decisione presa dalla Provincia martedì e figlia della precedente richiesta inoltrata alla stessa Coneco di chiarire quale sia lo stato di attuazione dei lavori. Contemporaneamente lo stabilimento aveva ricevuto la visita dei vigili del fuoco chiamati a verificare le condizioni dell’impianto e il rispetto di una serie di osservanze legate soprattutto alla sicurezza. L’ispezione però ha rilevato una serie di inadempienze alle norme per la prevenzione degli incendi e così ha stabilito «il divieto di prosecuzione dell’attività fino all’adozione di specifiche immediate misure». Di fronte a questo doppio problema e al silenzio mantenuto dalla Coneco nei confronti della provincia è arrivata la determina che impone il semaforo rosso a qualsiasi attività fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dalla legge per lo stoccaggio dei rifiuti e per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
La ditta dovrà provare di aver risolto i problemi ospitando una nuova ispezione tecnica dei vigili del fuoco dalla quale dovrà poi eventualmente pervenire il via libera per la ripresa dei lavori di raccolta della carta e della plastica. Al momento però i motori restano spenti.
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