La Nuova Sardegna

Oristano

Assistenza rifugiati, a Bosa niente offerte per il bando Sprar

di Alessandro Farina

La gara indetta dal Comune è andata deserta Riprende corpo l’ipotesi di accordi tra privati e Prefettura

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BOSA. È andata deserta la gara indetta dall’area Servizi sociali del Comune (sulla base di quanto aveva deliberato il consiglio comunale) per individuare un soggetto con cui elaborare la coprogettazione del bando Sprar. Il responsabile del servizio ha ufficializzato il passaggio a vuoto dell’operazione che puntava a individuare chi materialmente avrebbe dovuto occuparsi a Bosa del servizio di integrazione a favore di minori stranieri non accompagnati.

Tutto da rifare, insomma, dopo le polemiche precedenti e seguenti alla decisione del consiglio comunale di aderire al sistema Sprar. Un sistema frutto di un accordo tra Anci nazionale e ministero degli Interni che stabilisce precisi canoni, in relazione al numero degli abitanti, per l’eventuale invio nei Comuni aderenti di migranti sbarcati dalle navi che operano nel Mediterraneo. Per Bosa era stato fissato un numero di 24 persone. Lo Sprar è una soluzione che fa capo all’accoglienza di secondo livello e ha tra gli obiettivi quello di evitare che privati possano eventualmente un Cas, che non prevede invece alcun rapporto numerico tra migranti in arrivo e residenti, se non il numero di posti letto messi a disposizione dalla struttura che dovesse partecipare ai bandi di Prefetture e Stato.

Lo Sprar inoltre, come era emerso sia durante l’incontro propedeutico organizzato con i vertici dell’Anci Sardegna che durante il dibattito in consiglio comunale, impone ai comuni aderenti, con fondi in arrivo dallo Stato per il 95 per cento delle necessità economiche, un’accoglienza caratterizzata dalla costante presenza di personale già formato.

L’accordo nazionale inoltre stabiliva che tutti gli acquisti necessari a garantire vitto e alloggio agli ospitati si sarebbero dovuti effettuare esclusivamente all’interno del Comune aderente. Sulla base delle decisioni di giunta e consiglio comunale, favorevoli a partecipare al bando Sprar, l’ufficio servizi sociali del Comune di Bosa si era attivato pubblicando bando e disciplinare di gara «per l’individuazione di un soggetto per la coprogettazione e la successiva eventuale gestione di azioni di sistema per l’accoglienza, la tutela e l’integrazione in favore di minori stranieri non accompagnati, anche richiedenti asilo e rifugiati».

Questo perché il Consiglio comunale aveva espresso come indirizzo proprio l’accoglienza in questo delicato ambito, quello cioè dei minorenni non accompagnati. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte era fissato per il 28 agosto. Ma, accertato che non è pervenuta alcuna offerta, ai responsabili dell’ufficio servizi sociali non è rimasto altro da fare che dichiarare deserta la gara, indetta a luglio 2017, in attesa ora di ulteriori disposizioni da parte dell’amministrazione civica.

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