Denuncia dei talassemici: «Centro Tao in pericolo»
di Enrico Carta
Il servizio del San Martino ridimensionato da struttura complessa a semplice Lettera alla Regione e prima protesta dall’associazione provinciale
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ORISTANO. È stato d’agitazione. In genere lo decidono i lavoratori, invece stavolta la decisione che solitamente precede lo sciopero, è stata presa dai pazienti affetti da Talassemia che si servono del Servizio di Microcitemie del San Martino Oristano. Ogni effetto è generato da una causa e questa preoccupata presa di posizione che non esclude atti di protesta eclatanti e ben più estremi è figlia delle scelte ultime dell’Azienda regionale per la tutela della salute che gestisce la sanità isolana. E proprio al suo direttore scrive l’associazione Thalassemici Oristano, presieduta da Massimiliano Vinci. Il Centro trasfusionale del San Martino «vede ridimensionati i suoi compiti da struttura complessa a struttura semplice. Riteniamo – spiegano i componenti dell’onlus che riunisce i talassemici – che il centro attualmente rappresenti un’eccellenza e una declassazione di questo tipo non porterà sicuramente a standard qualitativi come quelli attuali».
Il Centro Trasfusionale rappresenta al momento un punto di riferimento di vitale importanza per il servizio Microcitemie che da solo segue settentuno pazienti, ma il suo ambito non è circoscritto a questo unico aspetto. Di esso di servono le unità operative di Pronto soccorso, di Ortopedia, di Oncologia e di Chirurgia che grazie ad esso mantengono standard operativi di primo livello.
«Questa decisione oltre che inconcepibile, illegale ed inspiegabile – afferma Massimiliano Vinci – è oltremodo pericolosa perché il depotenziamento delle Strutture complesse prevede automaticamente la scomparsa delle Strutture semplici che alle prime fanno riferimento». Ci sarebbe insomma un effetto domino che si vuole scongiurare. Nella lettera viene data come certa la scomparsa delle strutture di Medicina trasfusionale, con l’inevitabile riduzione delle trasfusioni per i pazienti ambulatoriali e per quelli a domicilio. E ancora prestazioni meno assidue per i malati in terapia anticoagulante del Centro TAO. Viene invece dato per scontato il peggioramento della qualità dell’assistenza che viene erogata a tutti i pazienti, «primi fra tutti i pazienti talassemici che vengono seguiti direttamente dal Centro Trasfusionale». C’è poi una domanda da rivolgere alla Regione: «Quale sarà il destino del servizio Microcitemie? Fino al 2011 era una struttura semplice a carattere dipartimentale, successivamente veniva accorpato al servizio trasfusionale, ma l’atto della Assl oristanese non è mai stato ratificato dalla Regione». Questo ha comportato l’assegnazione in via provvisoria del servizio Microcitemie che attualmente ha la status di Day Hospital. E domani? E che fine faranno le professionalità come il dottor Mauro Murgia e la dottoressa Arianna Camedda che in questi anni si sono formate per seguire i pazienti? Alla Regione si chiede una marcia indietro.
Il Centro Trasfusionale rappresenta al momento un punto di riferimento di vitale importanza per il servizio Microcitemie che da solo segue settentuno pazienti, ma il suo ambito non è circoscritto a questo unico aspetto. Di esso di servono le unità operative di Pronto soccorso, di Ortopedia, di Oncologia e di Chirurgia che grazie ad esso mantengono standard operativi di primo livello.
«Questa decisione oltre che inconcepibile, illegale ed inspiegabile – afferma Massimiliano Vinci – è oltremodo pericolosa perché il depotenziamento delle Strutture complesse prevede automaticamente la scomparsa delle Strutture semplici che alle prime fanno riferimento». Ci sarebbe insomma un effetto domino che si vuole scongiurare. Nella lettera viene data come certa la scomparsa delle strutture di Medicina trasfusionale, con l’inevitabile riduzione delle trasfusioni per i pazienti ambulatoriali e per quelli a domicilio. E ancora prestazioni meno assidue per i malati in terapia anticoagulante del Centro TAO. Viene invece dato per scontato il peggioramento della qualità dell’assistenza che viene erogata a tutti i pazienti, «primi fra tutti i pazienti talassemici che vengono seguiti direttamente dal Centro Trasfusionale». C’è poi una domanda da rivolgere alla Regione: «Quale sarà il destino del servizio Microcitemie? Fino al 2011 era una struttura semplice a carattere dipartimentale, successivamente veniva accorpato al servizio trasfusionale, ma l’atto della Assl oristanese non è mai stato ratificato dalla Regione». Questo ha comportato l’assegnazione in via provvisoria del servizio Microcitemie che attualmente ha la status di Day Hospital. E domani? E che fine faranno le professionalità come il dottor Mauro Murgia e la dottoressa Arianna Camedda che in questi anni si sono formate per seguire i pazienti? Alla Regione si chiede una marcia indietro.
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