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Domani riprendono gli scavi nell’area di Mont’e Prama

CABRAS. Risolte le ultime questioni legate ai preparativi e all’organizzazione delle attività da svolgere nell’area archeologica, nel sito di Mont’e Prama, da domani mattina, riprendono gli scavi....

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CABRAS. Risolte le ultime questioni legate ai preparativi e all’organizzazione delle attività da svolgere nell’area archeologica, nel sito di Mont’e Prama, da domani mattina, riprendono gli scavi. Insieme all’archeologo Alessandro Usai della Soprintendenza e ai suoi collaboratori, le indagini saranno condotte dall’archeologo Raimondo Zucca dell’Università di Sassari (che si avvarrà del supporto di un gruppo di studenti e specializzandi dello stesso ateneo), di quattro detenuti ospiti della Casa Circondariale di Massama e della ditta Trowel di Cagliari.

«Riprenderemo a scavare all’interno dell’area di proprietà della confraternita del Rosario, esattamente dal punto in cui ci eravamo fermati nel 2014 - conferma Alessandro Usai -. L’obiettivo è quello di completare il lavoro interrotto 3 anni fa».

La nuova campagna di scavo durerà due mesi (1 settembre-31 ottobre) e non creerà problemi al programma di apertura del sito ai visitatori durante i fine settimana, che, come previsto proseguirà fino a tutto ottobre.

Nel 2014 vennero rinvenute due statue (pugilatori) in buono stato di conservazione (una delle quali restaurata ed esposta nel Museo), due grandi betili (anche questi ben conservati), un busto (probabilmente di un arciere) e molti frammenti (in gran parte pezzi di scudo).

A cavallo tra novembre e dicembre 2016, vennero svolti alcuni sondaggi nell’area esterna a quella della confraternita, di proprietà di alcuni privati. I saggi di scavo, condotti in proseguimento alla linea della necropoli, consentirono di rinvenire altre tombe a pozzetto, alcune con la lastra di copertura ancora in sito, due modelli di nuraghe ottimamente conservati (esposti nel Museo cabrarese), frammenti di statua e diversi reperti ritenuti dagli studiosi di grande interesse. Un altro saggio venne eseguito per verificare se la porzione di un muro imponente, realizzato con conci di basalto e di arenaria, proseguisse nel terreno di un privato, confinante con quello della confraternita. L’esito, con grande soddisfazione degli studiosi, fu positivo: il muro prosegue per diversi metri.

Con la ripresa degli scavi si spera che la collina in cui sono state rinvenute le statue, alte da 2 metri a 2 metri e mezzo, possa restituire altri reperti che aiutino gli studiosi a fare luce su un periodo storico importante, scritto circa 3 mila anni fa dai nostri antenati.

Piero Marongiu

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