Rabbia dei tifosi: «Dilettanti allo sbaraglio»
In fila per farsi rimborsare i biglietti: bersaglio preferito gli amministratori comunali
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ORISTANO. La grande attesa dei tifosi rossoblù, oristanesi e non, è andata delusa: i loro beniamini non sono neppure arrivati al campo Tharros. A far tornare indietro il pullman che li stava portando in città per disputare una gara amichevole contro il Tortolì, neo promosso in serie D, ci ha pensato il dirigente dell’Oristanese che ha organizzato l’evento. «Tornate pure indietro perché la gara non si può disputare a causa di alcuni problemi rilevati dalla Commissione comunale per lo svolgimento di pubblico spettacolo - ha detto Giuseppe Casu - al suo contatto del Cagliari. Il campo è agibile, ma gli spalti no».
Appresa la notizia, tra i tifosi increduli, si è diffusa la delusione. I più tristi erano i bambini, ansiosi di incontrare i loro idoli, farsi una foto con essi e tornare a casa con l’autografo di qualche campione del Cagliari, magari del neo acquisto Pavoletti. «Quindi non ci sarà la partita - chiedeva Marco, vestito di rossoblù, insistentemente al papà». «Purtroppo no - rispondeva lui -. Ma noi andremo a vederli a Cagliari».
Al botteghino, c’era una lunghissima fila di tifosi, molti dei quali arrabbiati e, come spesso accade in questi casi, se la prendevano con gli amministratori. «È incredibile - ha detto Giorgio -, queste cose accadono soltanto a Oristano. È tutta la città a fare una figura poco edificante. Sono stati fatti lavori per molte migliaia di euro e nessuno si è accorto che l’impianto non era a norma - aggiunge indicando un cartello ancora affisso davanti ai cancelli dello stadio - Non ci posso credere».
I commenti contro gli amministratori e contro gli organizzatori, ritenuti «dei dilettanti allo sbaraglio»” da un altro tifoso, si sprecano. Qualcuno fa osservare che le limitazioni imposte dalla Commissione Comunale, sono determinate da norme rigide emanate dal governo dopo l’ondata di attentati avvenuti in alcuni paesi europei, ultimo in ordine di tempo a Barcellona. «Ci stanno togliendo la libertà di muoverci», dicono alcuni. I soldi dei biglietti venduti nei giorni scorsi, circa un migliaio, e quelli staccati al botteghino sono stati restituiti. (pi.maro)
Appresa la notizia, tra i tifosi increduli, si è diffusa la delusione. I più tristi erano i bambini, ansiosi di incontrare i loro idoli, farsi una foto con essi e tornare a casa con l’autografo di qualche campione del Cagliari, magari del neo acquisto Pavoletti. «Quindi non ci sarà la partita - chiedeva Marco, vestito di rossoblù, insistentemente al papà». «Purtroppo no - rispondeva lui -. Ma noi andremo a vederli a Cagliari».
Al botteghino, c’era una lunghissima fila di tifosi, molti dei quali arrabbiati e, come spesso accade in questi casi, se la prendevano con gli amministratori. «È incredibile - ha detto Giorgio -, queste cose accadono soltanto a Oristano. È tutta la città a fare una figura poco edificante. Sono stati fatti lavori per molte migliaia di euro e nessuno si è accorto che l’impianto non era a norma - aggiunge indicando un cartello ancora affisso davanti ai cancelli dello stadio - Non ci posso credere».
I commenti contro gli amministratori e contro gli organizzatori, ritenuti «dei dilettanti allo sbaraglio»” da un altro tifoso, si sprecano. Qualcuno fa osservare che le limitazioni imposte dalla Commissione Comunale, sono determinate da norme rigide emanate dal governo dopo l’ondata di attentati avvenuti in alcuni paesi europei, ultimo in ordine di tempo a Barcellona. «Ci stanno togliendo la libertà di muoverci», dicono alcuni. I soldi dei biglietti venduti nei giorni scorsi, circa un migliaio, e quelli staccati al botteghino sono stati restituiti. (pi.maro)
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