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Oristano

Spettatori invadenti: uno dei “curridoris” si frattura una gamba

di Piero Marongiu
Spettatori invadenti: uno dei “curridoris” si frattura una gamba

In troppi casi il pubblico ostacola ed entra sul percorso In una caduta un partecipante si è ferito in modo serio

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CABRAS. La corsa degli scalzi, festa popolare che ormai coinvolge almeno un migliaio di “Curridoris”, diventa ogni anno più difficile da gestire. E non certo per superficialità degli organizzatori, i quali preparano tutto con cura meticolosa e attenzione certosina. Eppure, per colpe non ascrivibili al comitato, né ai priori dei quattordici gruppi facenti capo all’associazione “de is curridores de Santi Srabadoi”, qualcosa quest’anno non ha funzionato a dovere, visto che un corridore, per colpa di una fotografa improvvisata che ha intralciato la corsa, è caduto malamente e si è fratturato un femore. L’incidente è avvenuto all’ingresso del paese, poco prima del campo sportivo. Efisio Lutzu, 53enne, stanchissimo per lo sforzo prodotto fino a quel momento, si è trovato davanti una donna che, inginocchiata, cercava di immortalare i piedi sanguinanti dei corridori.

Per evitare l’impatto con l’ostacolo visto all’ultimo momento, Lutzu, ha scartato di lato ed è caduto rovinosamente andando a sbattere violentemente con la gamba sinistra contro il marciapiede. Risultato: rottura del collo del femore sinistro, intervento chirurgico per la riduzione della frattura (effettuato nella tarda mattinata di ieri al San Martino di Oristano), applicazione di due chiodi e prognosi di almeno 90 giorni prima di tornare a caricare su quel piede. Per fortuna, proprio quest’anno, per la prima volta, i corridori hanno sottoscritto un’assicurazione contro gli infortuni. Quindi per Efisio Lutzu, che lavora in un’impresa edile, potrebbe intervenire la polizza a coprire l’infortunio.

Massimo Careddu, presidente del comitato per i festeggiamenti in onore di San Salvatore è molto dispiaciuto per l’accaduto. «Con la corsa però il comitato non c’entra nulla - spiega -. Per quell’aspetto ci sono i gruppi che fanno capo all’associazione dei corridori. Da parte nostra posso affermare che abbiamo adempiuto a tutte le richieste della prefettura e della questura di Oristano in materia di sicurezza, com’è giusto che sia».

Amarezza per l’accaduto anche tra i corridori. Gianni Mancosu, Priore di uno dei 14 gruppi che fanno parte dell’associazione, dice: «Purtroppo, nonostante la presenza delle forze dell’ordine e di una staffetta della polizia che faceva da apripista, per colpe non certo da ascrivere ai corridori, l’incidente c’è scappato ugualmente. Con il presidente dell’associazione andremo a visitare il nostro amico e gli porteremo la solidarietà di tutti i corridori».

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