Escluso per un ritardo dall’assistenza sociale
di Davide Pinna
La protesta di un cittadino, il Comune replica: «I termini erano scaduti» Lettera alla Regione che annuncia una verifica per una riammissione
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ORISTANO. Lo chiamano Resi ed è il bando per il Reddito di Inclusione Sociale. È la principale misura messa in atto quest’anno dalla Regione per sostenere i casi di povertà estrema: consiste nell’erogazione di un contributo mensile condizionato all’adesione a un percorso di inclusione sociale da parte del beneficiario. L’attuazione spetta ai Comuni che dovevano produrre un bando e una modulistica che andava compilata e presentata dagli interessati entro una scadenza precisa. Eppure lungo la strada, alcuni degli assistiti sono stati bloccati da una serie di ostacoli. Si sono infatti verificati alcuni casi in cui persone che effettivamente avrebbero potuto accedere al REIS, sono rimaste escluse, a causa di inesattezze o mancanze nella domanda.
Questo è il caso di Andrea Figus quarantenne di Oristano che ha inviato una lettera indirizzata al presidente della Regione, al sindaco di Oristano e all’assessore regionale alle Politiche sociali per segnalare la sua esclusione e chiedere una soluzione. Alla base di tutto, secondo la spiegazione del Comune, in realtà ci sarebbe un errore della stessa persona coinvolta nella vicenda, convinta che la scadenza del bando fosse stata prorogata al 28 luglio. L’ente però fornisce una versione diversa spiegando che aveva fissato la scadenza al 22 luglio e poi la proroga fosse sino a martedì 25, per consentire agli interessati di usufruire dei servizi dei CAAF e delle banche.
Andrea Figus, che il 4 luglio aveva presentato una domanda incompleta poiché priva dell’autocertificazione della dichiarazione ISEE, ha così presentato la domanda completa il 27 luglio, convinto che i termini fossero ancora aperti e in più spiega di essere stato avvisato dall’assistente sociale solo il 25 luglio, quando per il Comune i termini erano scaduti. Ha scoperto quindi solo in quel momento che la sua domanda non era completa e di aver agito a quel punto nel modo più rapido possibile.
La dottoressa Sandra Soro, assistente sociale del Comune, specifica: «Trattandosi di autocertificazioni noi non abbiamo l’obbligo di verificare la regolarità delle domande, tuttavia venerdì 21 luglio abbiamo contattato telefonicamente gli interessati per sollecitare integrazioni e correzioni».
Gianna De Lorenzo, assessora comunale ai Servizi sociali, esclude a posteriori la possibilità di un’ulteriore proroga dei termini per permettere la correzione delle domande inesatte, come fatto per esempio dal Comune di Cagliari, «dal momento che entro il 28 luglio il Comune doveva inviare alla Regione tutta la documentazione raccolta».
La Regione però ha già risposto e ha annunciato che farà una verifica perché trattandosi di servizi sociali, la sola burocrazia non può essere sventolata come bandiera per negare l’ammissione di una domanda assistenza. In ogni caso non ci sarebbero stati ostacoli ad inviarla ancorché incompleta, salvo poi provvedere a un’integrazione.
Questo è il caso di Andrea Figus quarantenne di Oristano che ha inviato una lettera indirizzata al presidente della Regione, al sindaco di Oristano e all’assessore regionale alle Politiche sociali per segnalare la sua esclusione e chiedere una soluzione. Alla base di tutto, secondo la spiegazione del Comune, in realtà ci sarebbe un errore della stessa persona coinvolta nella vicenda, convinta che la scadenza del bando fosse stata prorogata al 28 luglio. L’ente però fornisce una versione diversa spiegando che aveva fissato la scadenza al 22 luglio e poi la proroga fosse sino a martedì 25, per consentire agli interessati di usufruire dei servizi dei CAAF e delle banche.
Andrea Figus, che il 4 luglio aveva presentato una domanda incompleta poiché priva dell’autocertificazione della dichiarazione ISEE, ha così presentato la domanda completa il 27 luglio, convinto che i termini fossero ancora aperti e in più spiega di essere stato avvisato dall’assistente sociale solo il 25 luglio, quando per il Comune i termini erano scaduti. Ha scoperto quindi solo in quel momento che la sua domanda non era completa e di aver agito a quel punto nel modo più rapido possibile.
La dottoressa Sandra Soro, assistente sociale del Comune, specifica: «Trattandosi di autocertificazioni noi non abbiamo l’obbligo di verificare la regolarità delle domande, tuttavia venerdì 21 luglio abbiamo contattato telefonicamente gli interessati per sollecitare integrazioni e correzioni».
Gianna De Lorenzo, assessora comunale ai Servizi sociali, esclude a posteriori la possibilità di un’ulteriore proroga dei termini per permettere la correzione delle domande inesatte, come fatto per esempio dal Comune di Cagliari, «dal momento che entro il 28 luglio il Comune doveva inviare alla Regione tutta la documentazione raccolta».
La Regione però ha già risposto e ha annunciato che farà una verifica perché trattandosi di servizi sociali, la sola burocrazia non può essere sventolata come bandiera per negare l’ammissione di una domanda assistenza. In ogni caso non ci sarebbero stati ostacoli ad inviarla ancorché incompleta, salvo poi provvedere a un’integrazione.
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