Oristano capitale della Cultura, ecco le carte del Comune
di Davide Pinna
Scadono i termini per presentare le domande. Concorre anche Nuoro Il sindaco: «Il lavoro fatto non andrà certo perduto anche in caso di sconfitta»
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ORISTANO. La prima fase della competizione per il titolo di Capitale italiana della cultura 2020 è in dirittura d'arrivo: oggi a mezzogiorno scadono i termini per la presentazione del dossier da parte delle città concorrenti. La lista dei partecipanti è di alto livello e Oristano forse ricopre un ruolo di outsider, non tanto per il patrimonio storico-culturale della città, che anzi la pone almeno sullo stesso piano delle concorrenti più titolate, quanto per la programmazione culturale, meno corposa rispetto a quella di altre città. Il sindaco Andra Lutzu si dice soddisfatto del dossier redatto dai quattro esperti, nonostante la ristrettezza dei tempi: «Il lavoro che abbiamo fatto non andrà perduto, anche in caso di sconfitta». Per quanto riguarda il punto della competizione tra Oristano e Nuoro, Lutzu ha specificato che «non è stato possibile proporre una candidatura unitaria; non era il caso di chiedere a una delle due città di rinunciare». I quattro esperti si sono detti ottimisti e hanno anticipato i programmi di ciascun settore di competenza. Ivo Serafino Fenu, curatore della Pinacoteca comunale, ha annunciato un percorso che culminerà, proprio nel 2020, con una grande mostra sulla ceramica, con richiami alla tradizione oristanese ma anche ad impieghi artistici contemporanei. Francesco Obino, direttore della Fondazione Sartiglia, punta sulla commistione fra vari campi culturali, in concomitanza con la giostra equestre. Il direttore dell'Antiquarium Arborense, l'archeologo Momo Zucca, ha invece annunciato il prossimo completamento della prima fase dei lavori di realizzazione del parco archeologico del Golfo dei Fenici; il progetto è in cantiere fin dal 2006 e dovrebbe iniziare a vedere la luce quest'autunno, con l'apertura del percorso pedonale che collega Torregrande e Tharros, passando attraverso la peschiere di Mar'e Pontis e di Mistras. Infine l'Istituto di storia giudicale, sotto la direzione scientifica di Giampaolo Mele ed in collaborazione con l'Archivio storico comunale diretto da Antonella Casula, ha in programma per il 13 ottobre un convegno, al quale potrebbe partecipare il direttore dell'Archivio della Corona d'Aragona, istituzione che l'anno prossimo celebrerà 800 anni di attività. Durante il convegno verranno presentati la digitalizzazione dell'Archivio Storico del comune di Oristano ed il nuovo sito dell'Istar, nel quale sarà a disposizione di tutti, in formato digitale, l'edizione critica del 2010 della Carta de Logu, pubblicata dallo stesso ente di ricerca; infine verrà presentato al pubblico il sigillo del Cinquecento dell'imperatore Carlo V e della madre Giovanna di Castiglia, detta la Pazza, custodito nell'archivio comunale e restaurato presso l'Archivio Segreto Vaticano, e che era apposto alla copia del documento col quale veniva sancito l'ingresso della città di Oristano nel patrimonio della corona aragonese.
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