Cuglieri, torna l’ombra delle messe nere
di Piero Marongiu
Rubate nella chiesa di San Quirico le ostie consacrate e una pisside: il furto è stato compiuto venerdì notte
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CUGLIERI. Ladri in chiesa e l’ombra delle messe nere che si allunga sul paese. Ha destato profonda rabbia il furto sacrilego delle ostie consacrate messo a segno la notte tra giovedì e venerdì scorso nella chiesa di San Quirico, che si trova in pieno centro cittadino, lungo il corso principale. I ladri però sono entrati da una finestra sul retro di uno stabile collegato alla stessa chiesa di San Quirico, dove ci sono le aule in cui vengono svolte attività per i giovani. Una volta giunti all’interno, i profanatori, forse aiutati da qualcuno del posto che conosceva bene l’architettura e sapeva che dentro il tabernacolo c’erano le ostie consacrate, hanno forzato alcune porte e poi, con una scala, sono riusciti ad accedere all’interno della chiesa, quindi hanno forzato, forse con una fiamma ossidrica, l’edicola. A quel punto compiere il furto sacrilego è stato assai semplice.
Ad accorgersi del fatto, venerdì mattina, è stato il parroco don Mario Piras, il quale dopo essersi reso conto dell’accaduto ha informato i carabinieri della stazione di Cuglieri. «Sono molto amareggiato e turbato, e non saprei a cosa ricondurre il furto – ha detto il sacerdote –. Non credo, almeno per quanto so io, che in paese ci siano persone dedite a riti satanici». Don Mario Piras non vuole quindi parlare di messe nere, almeno non prima di avere la certezza che gli adoratori di Satana siano presenti anche tra le anime affidate alle sue cure. Però non si può certo escludere che possa trattarsi di un furto commissionato da qualcuno che invece quei riti li pratica, ma anche su questo, almeno finora, non ci sono conferme.
Di certo c’è che domani il parroco formalizzerà la denuncia ai carabinieri. Dopodiché saranno gli investigatori a occuparsi del caso e fare le relative indagini per scoprire l’autore o gli autori del furto sacrilego. Ma non è solo Don Mario a provare amarezza e preoccupazione per l’accaduto. Gli amministratori locali non vogliono commentare, ma non nascondono che da qualche tempo nel paese si stiano verificando fatti, alcuni dei quali segnalati anche ai carabinieri, di teppismo che turbano la serenità di tutti.
Circa un mese fa la scalinata della chiesa di San Quirico era stata imbrattata con del gasolio, forse per impedire ai bambini di fermarsi in quel punto a giocare, o forse con l’intento di schernire il luogo consacrato. Anche quel fatto era stato segnalato alle forze dell’ordine, ma finora nessun colpevole è stato individuato. Intanto mercoledì prossimo nella chiesa di San Quirico, edificata negli anni Sessanta durante la gestione parrocchiale di don Giovanni Melis, diventato poi vescovo della diocesi di Alghero e Bosa, sarà celebrato un rito di riparazione. Ad officiarlo, alle 17, sarà l’attuale vescovo Mauro Maria Morfino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ad accorgersi del fatto, venerdì mattina, è stato il parroco don Mario Piras, il quale dopo essersi reso conto dell’accaduto ha informato i carabinieri della stazione di Cuglieri. «Sono molto amareggiato e turbato, e non saprei a cosa ricondurre il furto – ha detto il sacerdote –. Non credo, almeno per quanto so io, che in paese ci siano persone dedite a riti satanici». Don Mario Piras non vuole quindi parlare di messe nere, almeno non prima di avere la certezza che gli adoratori di Satana siano presenti anche tra le anime affidate alle sue cure. Però non si può certo escludere che possa trattarsi di un furto commissionato da qualcuno che invece quei riti li pratica, ma anche su questo, almeno finora, non ci sono conferme.
Di certo c’è che domani il parroco formalizzerà la denuncia ai carabinieri. Dopodiché saranno gli investigatori a occuparsi del caso e fare le relative indagini per scoprire l’autore o gli autori del furto sacrilego. Ma non è solo Don Mario a provare amarezza e preoccupazione per l’accaduto. Gli amministratori locali non vogliono commentare, ma non nascondono che da qualche tempo nel paese si stiano verificando fatti, alcuni dei quali segnalati anche ai carabinieri, di teppismo che turbano la serenità di tutti.
Circa un mese fa la scalinata della chiesa di San Quirico era stata imbrattata con del gasolio, forse per impedire ai bambini di fermarsi in quel punto a giocare, o forse con l’intento di schernire il luogo consacrato. Anche quel fatto era stato segnalato alle forze dell’ordine, ma finora nessun colpevole è stato individuato. Intanto mercoledì prossimo nella chiesa di San Quirico, edificata negli anni Sessanta durante la gestione parrocchiale di don Giovanni Melis, diventato poi vescovo della diocesi di Alghero e Bosa, sarà celebrato un rito di riparazione. Ad officiarlo, alle 17, sarà l’attuale vescovo Mauro Maria Morfino.
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