C’è un finanziamento da restituire

Il Comune dovrà rimborsare alla Regione fondi concessi nel 2007

SEDILO. Correva l’anno 2007 quando, in seguito alla partecipazione a un bando, il Comune otteneva dalla Regione uno stanziamento di 12.600 euro per provvedere al restauro dei beni mobili della civiltà contadina. Dieci anni dopo la Regione ne reclama la parziale restituzione. Le somme trasferite all’ente locale furono spese per le finalità stabilite, e cioè il recupero di un antico carro a buoi, alcune attrezzature usate per fare il vino e altri oggetti d’interesse etnografico di proprietà della Pro loco. In un secondo tempo furono spesi gli ultimi 1.200 euro nel restauro e nella catalogazione fotografica dei battiles, i caratteristici manufatti tessili usati come sottosella. Fin qui tutto regolare, nulla che giustifichi la richiesta avanzata dalla Regione nel mese di giugno, insieme alla richiesta di fornire la documentazione relativa a un progetto portato avanti dieci anni e quattro consiliature fa.

Tutto regolare, se non fosse che il Comune non concorse alla copertura delle spese nella misura del 30 per cento, come stabilito dal bando. Ma la Regione i suoi conti se li era fatti, o meglio, li ha fatti. Con dieci anni di ritardo, ma li ha fatti. E ha calcolato che a fronte dei diciottomila euro richiesti a quel tempo dall’amministrazione sedilese e i 12.600 effettivamente accordati, l’ente locale avrebbe dovuto spendere di suo 5.400 euro. Cosa che all’epoca non fece e a cui riparerà adesso perché, com’è specificato nella nota della Regione «occorre riparametrare la ripartizione degli importi a carico della Regione e del Comune in ragione della spesa effettivamente sostenuta proporzionalmente alle quote di cofinanziamento».

L’economia prodotta dal Comune ammonta a 3.780 euro, corrispondente al 30 per cento di quota di compartecipazione mai versata dall’ente locale, che estinguerà il suo debito nei prossimi giorni.

Maria Antonietta Cossu

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