La Madonnina torna a Montigu ‘e Pardighi
Seneghe, il simulacro ricollocato sopra la fontana: era stato distrutto quest’estate da giovani vandali
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SENEGHE. Domenica mattina, all’interno della processione in onore della Madonna del Rosario, che segna anche l’inizio dell’anno catechistico, la statuina della Beata Vergine, con una cerimonia religiosa, è stata riposizionata nella nicchia sopra la fontana di Montigu ‘e Pardighi. Alla cerimonia, officiata dal parroco Don Antonello Serra, erano presenti anche il sindaco Gianni Oggianu, la vice sindaca Sandra Mancosu e una folla numerosa di fedeli. La statua era stata tolta dalla sua sede e distrutta qualche settimana fa da un giovane del paese, ma altri ragazzi erano presenti al fatto quella notte e non avevano mosso un dito per impedirlo. Il gesto commesso dal ragazzo, aveva suscitato l’indignazione di tutta la comunità, che si era sentita offesa nel proprio sentimento religioso. Un gesto comunque ridimensionato molto presto, visto che l’autore, individuato nel volgere di un paio di giorni dalle forze dell’ordine, non l’aveva compiuto certo per dissacrare un simbolo caro a tutti i seneghesi ma solo per noia: la noia che sembra essere una costante nelle azioni dei ragazzi, i quali rivendicano spazi di aggregazione, che spesso non hanno, e maggiore ascolto da parte degli adulti. In questi giorni il ragazzo, ma anche gli altri giovani che facevano parte del gruppo, hanno dovuto rispondere dei loro comportamenti alle rispettive famiglie e alle autorità locali. Un lavoro importante quello che è stato messo in campo da tutti nel paese, questa volta non per condannare ma per cercare capire i motivi che determinano il disagio dei ragazzi, che sembra cominciare a dare i suoi frutti. È stato proprio il giovane che aveva distrutto la Madonnina infatti a posizionare la nuova statua dentro la sua nicchia. Un gesto riparatore, sottolineato e apprezzato da tutti. Ancora più importante perché fatto alla presenza di gran parte della comunità e per averci messo la faccia. Cosa rara in tempi come quelli che stiamo vivendo. Il parroco, che è persona che non ama il clamore, ha lavorato con la discrezione che lo contraddistingue. «Sono i gesti semplici, ma importanti che devono emergere – ha detto Don Antonello – il compito del parroco non è quello di condannare ma di capire. Il ragazzo ha capito di aver sbagliato, e ha riparato all’errore».(pi.maro.)
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