Cuglieri, stop alle barche a Su Riu
di Piero Marongiu
Ordinanza di Circomare Bosa dopo il crollo di una parte del costone roccioso
2 MINUTI DI LETTURA
CUGLIERI. Dopo un sopralluogo via mare, effettuato dagli uomini del Circondario Marittimo di Bosa, finalizzato a verificare l’entità del crollo di una parete di scogliere nella baia di Su Riu nei pressi di Santa Caterina di Pittinuri, il comandante del porto, tenente di Vascello Francesco Bernardi, ha emanato un’ordinanza di interdizione nello specchio acqueo interessato al fenomeno erosivo.
In quel tratto di mare da ieri sono vietate la navigazione, la sosta e l’ancoraggio di tutte le imbarcazioni, sia da diporto che a uso professionale o commerciale, la balneazione, la pesca sia professionale che sportiva con qualunque tecnica, nonché l’espletamento di qualsiasi attività subacquea e di superficie connessa agli usi del mare. Il divieto non comprende i mezzi delle Forze Armate e di Polizia, se impegnate in attività istituzionali urgenti e improrogabili.
All’ordinanza, emessa dall’ufficio circondariale marittimo di Bosa, è stata allegata una mappa cartografica dettagliata della zona interessata dal fenomeno franoso. Adesso spetta al Comune di Cuglieri predisporre la cartellonistica necessaria, che deve recare la scritta di pericolo in italiano e in inglese, posizionarla nell’area delimitata dal provvedimento dell’autorità marittima e provvedere a rimuoverla non appena la situazione di rischio sarà eliminata.
Il tratto di costa di Su Riu, per la sua bellezza paesaggistica e la pulizia del mare, è sempre molto frequentato da bagnanti e amanti della pesca subacquea. Il crollo di una parte della falesia, costituito da calcare bianchissimo, ha messo in evidenza la fragilità di quel pezzo di costa, fortemente battuto dal vento di maestrale e percosso con violenza dal mare quando è in burrasca. Il processo erosivo, che appare inarrestabile, oltre a confermare la precarietà del tratto roccioso in cui si è verificato il crollo, sta modificando in maniera irreversibile la fisionomia della splendida zona di Santa Caterina di Pittinuri, forse meta di un numero troppo elevato di turisti e bagnanti, che lo scelgono proprio per la sua suggestiva e incontaminata bellezza. Ma quello di Su Riu non il solo tratto di costa ad essere interessato dal fenomeno erosivo. Qualche anno fa infatti un crollo si era verificato a S’Arenaa Scoada, nella marina di San Vero Milis, e in altri punti del litorale oristanese.
I segnali d’allarme ci sono tutti, a rivelarli la riduzione costante di alcune spiagge e la caduta di pezzi di scogliera. Che sia arrivato il momento di intervenire, attuando politiche finalizzate a proteggere di più e meglio (se occorre anche limitando gli ingressi di turisti e bagnanti) i tratti più fragili della costa ormai appare una necessità non più procrastinabile per quanto sicuramente difficile da prendere.
In quel tratto di mare da ieri sono vietate la navigazione, la sosta e l’ancoraggio di tutte le imbarcazioni, sia da diporto che a uso professionale o commerciale, la balneazione, la pesca sia professionale che sportiva con qualunque tecnica, nonché l’espletamento di qualsiasi attività subacquea e di superficie connessa agli usi del mare. Il divieto non comprende i mezzi delle Forze Armate e di Polizia, se impegnate in attività istituzionali urgenti e improrogabili.
All’ordinanza, emessa dall’ufficio circondariale marittimo di Bosa, è stata allegata una mappa cartografica dettagliata della zona interessata dal fenomeno franoso. Adesso spetta al Comune di Cuglieri predisporre la cartellonistica necessaria, che deve recare la scritta di pericolo in italiano e in inglese, posizionarla nell’area delimitata dal provvedimento dell’autorità marittima e provvedere a rimuoverla non appena la situazione di rischio sarà eliminata.
Il tratto di costa di Su Riu, per la sua bellezza paesaggistica e la pulizia del mare, è sempre molto frequentato da bagnanti e amanti della pesca subacquea. Il crollo di una parte della falesia, costituito da calcare bianchissimo, ha messo in evidenza la fragilità di quel pezzo di costa, fortemente battuto dal vento di maestrale e percosso con violenza dal mare quando è in burrasca. Il processo erosivo, che appare inarrestabile, oltre a confermare la precarietà del tratto roccioso in cui si è verificato il crollo, sta modificando in maniera irreversibile la fisionomia della splendida zona di Santa Caterina di Pittinuri, forse meta di un numero troppo elevato di turisti e bagnanti, che lo scelgono proprio per la sua suggestiva e incontaminata bellezza. Ma quello di Su Riu non il solo tratto di costa ad essere interessato dal fenomeno erosivo. Qualche anno fa infatti un crollo si era verificato a S’Arenaa Scoada, nella marina di San Vero Milis, e in altri punti del litorale oristanese.
I segnali d’allarme ci sono tutti, a rivelarli la riduzione costante di alcune spiagge e la caduta di pezzi di scogliera. Che sia arrivato il momento di intervenire, attuando politiche finalizzate a proteggere di più e meglio (se occorre anche limitando gli ingressi di turisti e bagnanti) i tratti più fragili della costa ormai appare una necessità non più procrastinabile per quanto sicuramente difficile da prendere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
