La Nuova Sardegna

Oristano

Autovelox, aveva ragione il Comune

di Roberto Petretto
Autovelox, aveva ragione il Comune

La Cassazione stabilisce che spettava agli automobilisti dimostrare che i cartelli di segnalazione erano inadeguati

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ARBOREA. Sarà una sentenza che farà giurisprudenza: la seconda sezione civile della Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza del Tribunale di Oristano che aveva annullato le multe comminate dal Comune di Arborea grazie alle rilevazioni fatte dall’autovelox posto all’uscita del paese. Quelle sanzioni sono valide e quindi i circa 120 automobilisti che avevano presentato ricorso dovranno pagare. Così come i legali degli stessi automobilisti, a cui il Comune di Arborea, su decisione del tribunale, aveva pagato le spese processuali, saranno probabilmente chiamati a restituire le parcelle. Ma questo si vedrà in un secondo momento, quando si stabilirà cosa fare dopo la sentenza cassata dalla Corte.

Per ora la certezza è che il Comune ha avuto ragione e per un motivo che è destinato a fare scuola. L’avvocato cassazionista Giovanna Maria Urru, assistita in questo caso dall’avvocato Nicola Battolu, esperto in codice della strada, ha visto riconosciuta dai giudici della Cassazione la teoria che ribalta l’onere della prova stabilito dalla prima sentenza. In pratica il tribunale aveva accolto i ricorsi degli automobilisti, i quali sostenevano che i cartelli con i quali si avvisava della presenza di un rilevatore di velocità, era «inadeguata per dimensione dei cartelli, loro posizione, colore e per dimensione dei caratteri impiegati». Il giudice di pace prima e il Tribunale poi avevano condannato il Comune che non era stato in grado di dimostrare il contrario. Per i giudici della Cassazione, invece, l’onere di provare che i caratteri di quei cartelli fossero inadeguati spettava a chi aveva presentato ricorso e non era invece compito del Comune di Arborea dimostrare il contrario. «La sentenza è palesemente errata - scrivono i giudici di Cassazione - nella parte in cui pone a carico dell’amministrazione l’onere di provare l’esigibilità della condotta sanzionata e non sul responsabile della violazione, come da costante insegnamento della giurisprudenza di legittimità, anche a Sezioni Unite».

La Corte ha così accolto il ricorso, ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa al Tribunale di Oristano «in persona di altro magistrato che provvederà anche sulle spese del giudizio di Cassazione».

Per il Comune di Arborea si prospetta ora la concreta possibilità di rifarsi di una parte ingente di spese legali rimborsate a suo tempo agli automobilisti che avevano vinto i primi ricorsi e di intascare dopo anni (la prima sentenza del giudice di pace è del 2011) i soldi delle multe. La prima voce dovrebbe ammontare a circa 150mila euro, la seconda a 50mila.

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