La Nuova Sardegna

Oristano

Morto per una sniffata? Due indagati

di Enrico Carta
Morto per una sniffata? Due indagati

La procura mette sotto inchiesta chi cedette la droga a un imprenditore che poi ebbe un arresto cardiaco

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CABRAS. Il cuore che si ferma e il dolore che raggiunge chi si ritrova di fronte tutto il dramma di un lutto. La morte di un imprenditore quarantenne di Cabras potrebbe però non essere dovuta a cause esclusivamente naturali, motivo per cui la procura oristanese ha iscritto sul registro degli indagati due persone. Sono entrambe accusate di aver ceduto la sostanza stupefacente che avrebbe poi portato alla morte di M.M. il quale l’avrebbe consumata alcune ore prima del decesso, forse in presenza delle stesse due persone ora sotto inchiesta. Forse l’imprenditore aveva già manifestato dei problemi di salute, ma il consumo della droga avrebbe fatto da detonatore facendoli esplodere in tutta la loro gravità sino a causarne la morte.

Succede tutto qualche mese fa, quando M.M. è colto da un attacco cardiaco che non gli dà scampo. Qualcosa però non torna, dal momento che, al momento di sbrigare le classiche e non certo piacevoli pratiche burocratiche si decide di andare più a fondo. Ci sono elementi che lasciano spazio a dei dubbi e così si decide che l’ispezione sulla salma non è sufficiente. Il passo successivo è quello di effettuare l’autopsia che dà conferme ai dubbi iniziali: prima della morte, la vittima aveva assunto cocaina e la cocaina potrebbe aver avuto un effetto devastante su un fisico non del tutto sano e su un cuore che già in passato aveva manifestato dei problemi.

A quel punto i carabinieri iniziano un percorso a ritroso per cercare di stabilire con chi M.M. avesse passato le ultime ore di vita e chi abitualmente frequentasse. Vari riscontri, tra cui alcuni indizi all’interno della casa di famiglia in cui era avvenuto il decesso, hanno portato in una direzione ben precisa e convinto la procura all’iscrizione sul registro degli indagati dei due amici dell’imprenditore, per quanto al momento non vengano forniti molti elementi utili per chiarire i confini entro i quali si sta muovendo l’inchiesta né si conoscano i nomi dei due indagati per tutelare l’esito dell’inchiesta ancora in fase embrionale.

Il reato contestato in concorso è quindi quello della morte avvenuta in seguito alla cessione di sostanza stupefacente. Tra il morto e i due sotto inchiesta ci sarebbero stati contatti frequenti facilmente provabili e diversi elementi farebbero pensare che la frequentazione fosse spesso condita dall’utilizzo di cocaina, sostanza che non genera overdose come può accadere con l’eroina, ma che crea complicanze fisiche notevoli che possono, in determinate condizioni, usurare pesantemente l’organismo e generare dei danni mortali. E forse è proprio quello che accadde qualche mese fa.

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