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Oristano

Abbasanta, tanti volontari per la protezione civile

di Maria Antonietta Cossu
Abbasanta, tanti volontari per la protezione civile

C’è stata una risposta massiccia all’appello dell’amministrazione comunale Nascerà un’associazione che dipenderà dagli apparati regionali e nazionali

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ABBASANTA. La cittadinanza ha risposto in misura massiccia all’invito dell’amministrazione comunale a costituire un’associazione di protezione civile. All’incontro che si è tenuto venerdì nella sala Agorà hanno partecipato una sessantina di uomini e donne e più del 90 per cento dei presenti ha registrato il proprio nominativo nell’elenco delle adesioni.

Questo gruppo parteciperà a una seconda riunione in cui sarà avviato l’iter costitutivo dell’organismo. L’altra sera sono state date indicazioni di massima sulle modalità d’iscrizione all’albo regionale - dove figurano dieci associazioni dell’Oristanese e altre 164 distribuite nel resto dell’isola - sui compiti e sui campi d’intervento della protezione civile.

Le nascente associazione potrà scegliere fra sei categorie: antincendio, operatività speciale, mare, ricerca dispersi, radiocomunicazioni e sanità socio- veterinaria. «La lotta agli incendi e le emergenze legate al dissesto idrogeologico e al rischio idraulico sono quelle che maggiormente interessano il territorio regionale», ha spiegato Sergio Carrus, responsabile della Formazione del settore volontariato dell’apparato regionale.

Proprio la formazione è uno degli elementi cardine del sistema del soccorso, che ha riflessi persino in ambito professionale. «Oltre a dare una preparazione finalizzata all’attività del soccorso i nostri corsi assegnano delle qualifiche che si possono spendere nel mondo del lavoro, come ad esempio il rilascio delle patenti per la guida dei mezzi pesanti, la gestione delle mense e delle cucine, il salvamento a mare», ha spiegato Carrus.

Dall’esperienza sul campo è arrivato qualche suggerimento su come articolare l’apparato antincendio : «Meglio partire con almeno 25-30 unità. Questo per ottimizzare il servizio e agevolare i volontari nella copertura dei turni», ha consigliato Luca Melosu, volontario a Laconi e referente per la provincia di Oristano.

Piero Capello, fautore del piano di protezione civile di Abbasanta, si è focalizzato su un altro aspetto importante: «Per la tranquillità delle popolazioni – ha rimarcato - c’è bisogno d’istituire in loco una struttura con una catena di comando in grado d’intervenire in sicurezza».

L’organismo locale dipenderà dalla Protezione civile regionale e nazionale e sarà slegato dal Comune, al quale però offrirà supporto affiancando il Coc in eventuali situazioni di allarme.

«Sosterremo i volontari fino a che non saranno autonomi», ha detto il sindaco Stefano Sanna, per nulla sorpreso della partecipazione popolare. «Avevo percepito una sensibilità non comune, di questo ringrazio i cittadini perché si presteranno a titolo completamente gratuito».



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