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Oristano

Prostata e tumori, un convegno

Prostata e tumori, un convegno

I medici si confrontano sui modelli di cura e sul coordinamento delle strutture

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ORISTANO. Creare un modello uniforme e omogeneo in ambito regionale per la presa in carico del paziente affetto da tumore della prostata. È questo l’obiettivo del convegno “Integrazione tra ospedale e territorio: curare e prendersi cura del paziente con la neoplasia prostatica”, in programma sabato 4 novembre, con inizio alle 8.30, all’Hospitalis Sancti Antoni.

L’evento, organizzato dall’unità di Urologia dell’ospedale San Martino diretta dal dottor Vincenzo Pecoraro, è rivolto a medici chirurghi appartenenti alle discipline di oncologia, radioterapia, urologia, anatomia patologica, medicina nucleare, radiodiagnostica, medicina generale, infermieri e tecnici sanitari di radiologia medica.

«Il carcinoma della prostata rappresenta attualmente la neoplasia solida più frequente nel sesso maschile ed è la seconda causa di morte per tumore nel maschio, superata solamente dalla neoplasia polmonare», spiega il dottor Alessandro Mattana, responsabile scientifico dell’evento.

Nel trattamento della malattia, diverse sono le figure professionali coinvolte nella presa in carico del paziente – medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, ospedalieri e universitari – e spesso lo fanno in maniera non coordinata. Necessario è perciò superare un modello basato sulla gestione individuale del paziente da parte del singolo medico, in favore di forme più integrate di organizzazione che consentano una adeguata risposta ai bisogni di salute dei cittadini.

Ciò che si propone il corso, che vedrà seduti al tavolo dei relatori i più autorevoli esperti del settore, è di fornire un modello operativo uniforme rispetto alla gestione del paziente affetto da neoplasia prostatica e di definire la corretta indicazione e l’efficacia di tutte le principali tecniche diagnostiche e terapeutiche attualmente disponibili nei diversi centri della Sardegna, con un’attenzione particolare alle nuove tecnologie e alle più recenti opzioni di cura, in maniera tale che sia possibile costruire un percorso unitario e completo in ambito regionale.

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