La Nuova Sardegna

Oristano

Arborea, no formale al nuovo impianto

di Simonetta Selloni
Arborea, no formale al nuovo impianto

Il Consiglio ha votato contro l’ipotesi dello smaltimento di carcasse animali a Masangionis avanzata dal Cipor

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ARBOREA. Arborea non vuole un impianto per lo smaltimento delle carcasse degli animali e degli scarti di macellazione. Non lo vuole, perché ha risolto il problema dello smaltimento delle carcasse dei suoi bovini che prima venivano inviate a Macchiareddu, e dopo la chiusura della Agrolip, prendono la via della penisola con costi che vengono sostenuti con il concorso di polizze di settore. Un messaggio politico fortissimo, quello che arriva da Arborea al Consorzio industriale di Oristano. Il Cipor ha manifestato la possibilità di aderire al bando della Regione che ha a disposizione 3 milioni di euro per la realizzazione di un impianto di questo genere. Lo farebbe accanto a quello per il trattamento di rifiuti che già gestisce a Masangionis, territorio di Arborea. Il diniego di Arborea è formalizzato dall’approvazione, lunedì scorso, dell’ordine del giorno (astensione della maggioranza) del Consiglio comunale, ed è contenuto nelle parole del sindaco Manuela Pintus. «Questa comunità sta puntando su una agricoltura e zootecnia sostenibili e di qualità». In questa ottica ci sono anche i mille ettari ex Sbs appena venduti dalla Regione a Bonifiche Ferraresi, che ha ottenuto l’intera conversione a biologico. L’impianto di lavorazione degli scarti potrebbe diventarne il dirimpettaio.

Il Cipor ha tirato fuori dal cassetto la convenzione per la realizzazione dell’impianto di Masangionis del 16 ottobre 2006 firmata con il Comune (allora sindaco Costella), che, al punto 8, prevede l’impegno da parte del Consorzio, «di presentare al Comune una proposta con piano di fattibilità, per la realizzazione di un impianto per lo smaltimento delle carcasse». «Il Consorzio – dice Pintus – può ritenersi sollevato da quell’impegno, che però prevedeva anche che se la proposta fosse stata ritenuta meritevole di appronfondimento, Comune e Consorzio avrebbero cercato insieme i fondi. Non c’è alcun piano, le condizioni sono mutate». Di quell’impianto non c’è bisogno; e quanto all’accusa di rifugiarsi nel Nimby, ossia “Non nel mio cortile”, riferito al rifiuto di opere necessarie – ma da realizzarsi a casa d’altri –, il sindaco puntualizza che «Stiamo già dando. L’impianto di Masangionis è nei terreni di Arborea». E però ammorba anche Marrubiu, almeno stando alle denunce del Comitato per la salute pubblica che si è costituto nelle borgate di Sant’Anna, Is Bangius e Masongiu, 340 abitanti che hanno chiesto ai sindaci di di Marrubiu e Arborea, al prefetto e al questore atti ufficiali contro qualunque ipotesi di ampliamento dell’impianto di Masangionis o di realizzazione di nuovi impianti. Il presidente del Consorzio Massimiliano Daga, ha detto che l’impianto nuovo si farà con il consenso delle popolazioni. Arborea ha già detto no grazie.

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