La Nuova Sardegna

Oristano

Strada ovest, il no ambientalista

Il Gruppo di intervento giuridico protesta: «Non è una circonvallazione»

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ORISTANO. Circonvallazione nord, nuovi dubbi dagli ambientalisti dopo la decisione del sindaco di non modificare il progetto definito dalla scorsa giunta.

In una nota il Gruppo di intervento giuridico facendo propri i dubbi del M5S che aveva espresso perplessità sulla correttezza del progetto, ribadisce che i tre milioni riguarderebbero un progetto modificato rispetto a quello pianificato dalla Provincia. «Questo – si legge nella nota – prevedeva la realizzazione di strade che non interferivano con il traffico urbano ed anzi avevano lo scopo di alleggerirlo deviando il passaggio delle auto, soprattutto di automezzi pesanti, esteriormente, e di qualche chilometro, rispetto all’edificato abitativo. Questo perché, chi non ha interesse a entrare ad Oristano, cioè coloro che si recano al porto o alla zona industriale, avrebbe avuto vita più semplice ad evitare il traffico urbano. Stessa cosa si può dire di chi vive in città e preferisce una decongestione del traffico di mezzi commerciali per poter circolare tranquillamente. Invece il progetto che verrà realizzato è un altro: dopo il normale ingresso nella parte nord della città, la “circonvallazione” attraverserebbe la zona artigianale per poi passare accanto ai campi sportivi di Sa Rodia, al centro di aggregazione giovanile, all’Istituto Tecnico “Sergio Atzeni”, all’area retrostante l’ospedale e il cimitero per concludersi con un allacciamento che conduce alla zona industriale». Insomma, una via urbana più che una vera e propria circonvallazione. «Sono stati forse quei milioni che si rischiava di perdere, a convincere i sostenitori del progetto così definito ad approvarlo». Gli ambientalisti si chiedono se non sia il caso di tornare al progetto originario, o comunque a un progetto che realizzi veramente la circonvallazione. «Il progetto su carta riguarda strade collegate da numerose rotatorie che forse faciliteranno il traffico ma non la vivibilità della zona».

Gli ambientalisti ribadiscono che si può dare un volto nuovo alla città dal punto di vista del traffico e della vivibilità, come si sta tentando di fare nella parte orientale di Oristano, ma solamente a patto che gli interventi per cui si sono ottenuti cospicui investimenti siano veramente inclusivi. «Per questo motivo – conclude la nota – chiediamo meno traffico automobilistico dentro l’abitato, migliore viabilità per chi si sposta verso il mare e le campagne e miglior accessibilità per chi ha vissuto quella zona libera da barriere stradali che con questa finta circonvallazione si verrebbero a creare».



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