Città con meno barriere «Ma c’è tanto da fare»
di Davide Pinna
La giunta: «Gli interventi continueranno, molti già in fase di progettazione» Per disabili, anziani e mamme con figli piccoli ancora troppe zone a “ostacoli”
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ORISTANO. Molto è stato fatto per rendere i marciapiedi e le strade di Oristano fruibili anche alle persone con mobilità ridotta, ma ancora tanto resta da fare. L’abbattimento delle barriere architettoniche è una questione di civiltà, significa riconoscere a tutte le persone il diritto a muoversi liberamente in città, riducendo il gap dovuto alla disabilità, all’età avanzata o a problemi temporanei di salute.
La giunta Tendas, come tiene a specificare l'ex assessore Efisio Sanna, aveva il problema talmente a cuore «da accendere dei mutui per avere la disponibilità finanziaria e da mettere in cantiere, tra barriere architettoniche e marciapiedi, interventi per più di un milione di euro».
Anche la giunta attuale ha riconosciuto l'importanza del problema e «i futuri interventi sono adesso in fase di progettazione», sottolinea l'assessore ai Lavori pubblici, Riccardo Meli.
Nel segno della continuità il cantiere di via Figoli, dove i marciapiedi, come da accordi presi nell'ultimo appalto finanziato dalla giunta Tendas, verranno sistemati sul modello di via Diego Contini, garantendo la libera mobilità e la migliore fruizione delle attività commerciali che si affacciano sulla strada da parte di tutti i pedoni: un’iniziativa importante in vista delle compere natalizie.
Fra i tanti interventi della scorsa amministrazione quello della chiesa di San Francesco è quello di cui Efisio Sanna va più orgoglioso: «era l'unica chiesa sprovvista di rampa di accesso per disabili». L'assessore Meli punta invece sulle frazioni: «Abbiamo ricevuto una forte richiesta dai residenti, e quindi in fase di programmazione abbiamo dato quest'indicazione ai dirigenti».
Effettivamente la situazione delle frazioni, per quanto riguarda scivoli, pali della luce e marciapiedi dissestati è disastrosa, soprattutto se si considera che molto spesso le vie principali di questi paesi sono molto trafficate, anche a velocità considerevoli. Molto è stato fatto, quindi, ma molto resta da fare.
Talvolta basterebbe il buonsenso dei cittadini, come in via Beato Angelico dove la siepe del giardino di un condominio occupa il marciapiede, costringendo l'eventuale passante in sedia a rotelle a farsi largo tra i rami; altro tipico caso di carenza di senso civico sono le auto in sosta, breve o no, con le ruote sui marciapedi.
In città ci sono anche situazioni paradossali: in via Cagliari, di fronte al parcheggio dell'Hospitalis Sancti Antoni è stato installato da poco un sistema di illuminazione dell'attraversamento pedonale. Il problema è che, un passante in sedia a rotelle, proveniente dal lato dell'Hospitalis, giunto all'altro capo delle strisce è costretto a fare marcia indietro perché non trova lo scivolo, ma un dislivello di 10 centimetri. E se anche riuscisse a superare l'ostacolo il marciapiede in direzione del tribunale è impraticabile, a causa della rete arancione i un cantiere e delle aiuole. L'assessore Meli, interpellato su quest'ultimo problema, ha assicurato l'impegno dell'amministrazione per la sua risoluzione. Insomma, la situazione delle barriere architettoniche e dell'impraticabilità dei marciapiedi probabilmente terrà impegnate molte delle giunte che si insedieranno a Palazzo degli Scolopi nei prossimi decenni, vista la mole di lavoro, ma l'impegno sembra esserci e non può che essere così per una città che punta ad essere capitale dello sport e della cultura.
La giunta Tendas, come tiene a specificare l'ex assessore Efisio Sanna, aveva il problema talmente a cuore «da accendere dei mutui per avere la disponibilità finanziaria e da mettere in cantiere, tra barriere architettoniche e marciapiedi, interventi per più di un milione di euro».
Anche la giunta attuale ha riconosciuto l'importanza del problema e «i futuri interventi sono adesso in fase di progettazione», sottolinea l'assessore ai Lavori pubblici, Riccardo Meli.
Nel segno della continuità il cantiere di via Figoli, dove i marciapiedi, come da accordi presi nell'ultimo appalto finanziato dalla giunta Tendas, verranno sistemati sul modello di via Diego Contini, garantendo la libera mobilità e la migliore fruizione delle attività commerciali che si affacciano sulla strada da parte di tutti i pedoni: un’iniziativa importante in vista delle compere natalizie.
Fra i tanti interventi della scorsa amministrazione quello della chiesa di San Francesco è quello di cui Efisio Sanna va più orgoglioso: «era l'unica chiesa sprovvista di rampa di accesso per disabili». L'assessore Meli punta invece sulle frazioni: «Abbiamo ricevuto una forte richiesta dai residenti, e quindi in fase di programmazione abbiamo dato quest'indicazione ai dirigenti».
Effettivamente la situazione delle frazioni, per quanto riguarda scivoli, pali della luce e marciapiedi dissestati è disastrosa, soprattutto se si considera che molto spesso le vie principali di questi paesi sono molto trafficate, anche a velocità considerevoli. Molto è stato fatto, quindi, ma molto resta da fare.
Talvolta basterebbe il buonsenso dei cittadini, come in via Beato Angelico dove la siepe del giardino di un condominio occupa il marciapiede, costringendo l'eventuale passante in sedia a rotelle a farsi largo tra i rami; altro tipico caso di carenza di senso civico sono le auto in sosta, breve o no, con le ruote sui marciapedi.
In città ci sono anche situazioni paradossali: in via Cagliari, di fronte al parcheggio dell'Hospitalis Sancti Antoni è stato installato da poco un sistema di illuminazione dell'attraversamento pedonale. Il problema è che, un passante in sedia a rotelle, proveniente dal lato dell'Hospitalis, giunto all'altro capo delle strisce è costretto a fare marcia indietro perché non trova lo scivolo, ma un dislivello di 10 centimetri. E se anche riuscisse a superare l'ostacolo il marciapiede in direzione del tribunale è impraticabile, a causa della rete arancione i un cantiere e delle aiuole. L'assessore Meli, interpellato su quest'ultimo problema, ha assicurato l'impegno dell'amministrazione per la sua risoluzione. Insomma, la situazione delle barriere architettoniche e dell'impraticabilità dei marciapiedi probabilmente terrà impegnate molte delle giunte che si insedieranno a Palazzo degli Scolopi nei prossimi decenni, vista la mole di lavoro, ma l'impegno sembra esserci e non può che essere così per una città che punta ad essere capitale dello sport e della cultura.
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